I miei Libri
Romanzi tra avventura, spiritualita e sentimento
L'Anello di Saturno
Anagni, 1995. Luca, strappato dalle sue radici, e Anna, ribelle e sognatrice, scoprono una leggenda: chi trova l'Anello di Saturno può cambiare il proprio destino.
Attore per oltre vent'anni, ho lavorato con registi come Woody Allen e Luca Guadagnino. Oggi scrivo romanzi che mescolano avventura, spiritualita e sentimento.
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Rinascita tra Tagli
Il quarto volume de Il labirinto della speranza si è rivelato disastroso. Ero così felice. Antonella mi aveva consegnato il primo volume, che avevo riletto e di cui ero finalmente soddisfatto. Le ho mandato il volume 2 e ho lavorato sul terzo, il mio preferito (insieme al quinto). Finita la seconda stesura del terzo, ho cominciato il quarto volume. Dire disastro è dire poco. Non so davvero cosa mi sia successo: probabilmente c'è stato un “buco” temporale tra i due volumi, oppure mi sono concentrato su altro, o la vita mi ha portato verso nuovi pensieri. Sta di fatto che il quarto era un buco nero di confusione totale. I fatti non quadravano, le spiegazioni che davo sui semi “piantati” nei volumi precedenti erano addirittura antitetiche a quello che volevo dire, la cronologia degli avvenimenti era tutta strana, una linea narrativa era palesemente lì solo perché “mi serviva” a salvare il protagonista. Insomma, era come arrivare al quarto piano di un piccolo edificio e, invece di vedere la stessa precisione e delicatezza, ritrovarsi in una versione “Temu” della mia storia. Uno shock. Quindi, cosa si fa in questi casi? Come ci si comporta davanti a un'opera conclusa ma sbagliata e pressapochista? Ci si rimbocca le maniche. Come si dice: «La prima stesura è solo l'inizio». A dire il vero, è una parte della scrittura che – chi mi segue da un po' lo sa – adoro. Editare, modificare, integrare, far quadrare sono processi più analitici che altro, e io ho una mente analitica (amo gli scacchi). Ma qui il lavoro da fare era tale che richiedeva non solo buona logica, ma anche inventiva, perché si trattava di “fare con quello che si ha”. Un po' come quando nel frigo non c'è niente, ma un bravo cuoco riesce comunque a fare un piatto che stupisce tutti gli astanti. Si torna alle basi. Risultato? Sono a tre quarti del volume 4 e, in una settimana di lavoro “pesante” (6-7 ore al giorno), ho riaggiustato quasi tutto. Il volume è passato da circa 69.000 parole alle attuali 56.121, ma probabilmente calerà ancora un po'. Ho tagliato una linea narrativa (quella troppo “al servizio”), ho rielaborato le spiegazioni dei semi, ho creato un'ellissi di quasi un anno (che non c'era), ho aggiustato i vari semi piantati e riscritto gran parte dei dialoghi, che erano ancora pregni della vecchia versione. Ora… non dico di aver risolto, perché devo ancora rileggere tutto il volume come un unicum, ma credo di aver pulito almeno l'80% dei problemi. Mi direte: «Ma perché non fai fare questo lavoro all’editor, ad Antonella?» Non me la sento. Non perché lei non sia capace, lo è certamente, ma perché la mole di eventi che avviene in una saga da cinque volumi è davvero enorme, e penso che, per quanto riguarda lo sviluppo editoriale (quindi l'andamento di archi, eventi, struttura), l'onere sia esclusivamente dello scrittore. L'editor può puntare il dito sulle incoerenze, su problemi di comprensione o di ritmo, ma deve essere un raffinamento su qualcosa che già funziona. Ora, credo, funziona. Lo confesso: tagliare è una delle cose più belle della scrittura. King, nel suo On Writing, dice la celebre frase: «Kill your darlings», uccidete i vostri preferiti. Che significa, in sostanza: tagliate le parti che vi piacciono di più, perché probabilmente sono quelle meno interessanti. Un mio maestro di regia – e di vita – Marco Sciaccaluga, non smetteva di dirmi: «Non affezionarti alle tue idee». Il pensiero è lo stesso. Bisogna riuscire a guardare l'opera come un oggetto esterno, nuovo, non più nostro. Cercare un’oggettività (che oggettivamente, nell'arte, non esiste) e poi agire di conseguenza. Quindi: «Nel dubbio, taglia» è la mia massima. Adoro vedere una frase diventare, perfettamente coerente, essenziale. Luca D'Onofrio, un mio amico e ottimo scrittore (vi consiglio i suoi thriller, se vi capitano sotto mano), un giorno mi disse: «Nella bistecca ci vuole il grasso, se tagli troppo poi rimane solo la carne e basta». E ha ragione, è vero, ne sono consapevole. Si rischia la freddezza. La logica, nell'arte, può essere deleteria. E quindi bisogna trovare un equilibrio. Un'altra cosa stupefacente di una riscrittura così profonda è che a volte alcuni dialoghi, che erano adatti per la versione precedente, si ritrovano a essere meravigliosamente fuori posto nella nuova. E io li tengo. Perché mi dico: «Ma pensa te, mentre succede X, questi parlano di Y. Fantastico, non mi sarebbe mai venuto in mente, eppure funziona». Questo è un piccolo segreto: spesso, nell'arte, se qualcosa è fatto bene, regge anche se è privo di congruenza. Ora Elettra mi chiama perché vuole assolutamente provare tutti i vecchi telefoni (Nokia, Motorola) che Eleonora si è tenuta per anni. Elettra ha una passione per il vintage, è una cosa bellissima e spero che molti della sua generazione la imitino. Così fuggono da questo doomscrolling terribile, che lo sento, a volte colpisce anche me. Vado,alla prossima pagina. […]
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Chi sono
Flavio Parenti
Attore da vent'anni tra teatro, cinema e TV, da Io sono l'amore a Il paradiso delle signore. E accanto al set, un altro viaggio: quello interiore. Il Diario è il posto dove lo condivido.
La mia storia →Lunedì prossimo, una pagina anche per te.
Una riflessione, una storia, qualche minuto per fermarsi. Nessuno spam: solo il diario.
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I commenti più applauditi
Ciao Flavio, ho trovato questa nuova pagina di diario particolarmente audace perché, indubbiamente, ci vuole coraggio a dichiarare un proprio fallimento. La prima stesura del quarto…
Per me è sempre un trauma tagliare,perché se ho scritto quel determinato pezzo significa che lo avevo dentro.
Non immagino cosa si debba provare nell'accorgersi che uno dei libri della saga che si sta scrivendo non funziona, probabilmente ti prende il panico! 🫣😅 È…