Ieri mi sono reso conto di una cosa incredibile. Ho notato che le piattaforme, i social network e i loro meccanismi hanno forti attinenze con i culti.
Prima di tutto, il logo, il brand, rappresentano un’autorità incontestata; le regole della piattaforma sono dettate dalla piattaforma stessa. I membri, gli iscritti, producono gratuitamente contenuti. Esiste una gerarchia di valore interna, basata sui numeri di follower, like e feedback. Inoltre, «l’algoritmo», il meccanismo che sottende queste piattaforme, ci fornisce ciò che ci piace per farcene vedere ancora. È una forma di manipolazione che, se subita in eccesso, porta all’isolamento.
Conosco molti, soprattutto nel mio mondo, quello dello spettacolo, che valutano di più l’identità proiettata sui social network che la persona che hanno davanti. Questo può portare i più fragili a pensare che davvero l’identità digitale valga più di quella empirica.
Insomma, siamo in una giungla e serve una mappa. Ma che tipo di mappa può davvero salvare l’uomo dal pericolo dell’uomo (homo, omini, lupus)?
Forse la curiosità, il desiderio di cambiamento, mantenere l’anima accesa.
Per tenere accesa l’anima bisogna nutrirla, no?
Ma con cosa? Con lo spazio vuoto.
Perché serve svuotarsi per potersi riempire. Sembra banale, ma non lo è affatto.
Come si fa spazio nella mente, nel cuore, nell’anima? Io credo creando.
Perché creare significa espellere qualcosa che prima era dentro e ora è fuori. Significa fare spazio.
I creativi, dunque, producono il vuoto dentro di essi.
Creando, ci liberiamo: lasciamo uscire pensieri, ricordi, polvere. Pronti ad assorbirne di nuovi.
Quello che voglio dire è che la creazione è necessaria per assorbire nuova realtà.
Usare il passato, masticarlo e sputarlo fuori è un atto difficile. All’inizio libera solo un piccolo spazio, e sembra una fatica immensa. Ma poi, piano piano, si respira meglio.
Non è ancora tempo di aggiungere cose nuove: è il momento di osservare, di percepire il valore di ciò che ci circonda.
Ed è lì che nasce il piacere di creare — scrivere, recitare, fare arte. In quell’atto ritroviamo la libertà del presente e ci affranchiamo da ciò che ci occupava dentro. Ci liberiamo.
Solo allora, con la stanza sgombra, possiamo davvero imboccare la nostra strada.
Per un artista, credo, è il momento in cui nasce la consapevolezza: quella che rende riconoscibile il suo linguaggio.
Un viaggio un po’ mistico, un po’ tecnico.
Spero vi abbia fatto riscoprire qualcosa che era già lì, in attesa.
Alla prossima pagina.
Bom dia Flávio, concordo plenamente! As redes sociais, em particular, escondem muitos cultos por detrás de outros perfis, burlas, spam, vírus e Bom dia Flávio! Concordo plenamente! As redes sociais, em particular, escondem muitos cultos por detrás de outros perfis, burlas, spam, vírus e pessoas a fazerem-se passar por outras (perfis falsos). Por isso, sempre que encontro um perfil obviamente falso, denuncio! Até lhe avisei, sobre perfis falsos usando o seu nome! O selo de verificação nas redes sociais é pago e, na minha opinião, apenas serve para aumentar a visibilidade! Dizem que torna a conta mais segura, mas eu não acredito! Já tenho direito a comprar o selo, mas não quero! O que realmente controla as redes sociais é o algoritmo! Eu, nutro a minha alma, a minha mente, o meu coração… com sabedoria, conhecimento, criatividade, cultura e observando o que acontece à minha volta! Através da meditação, que pratico para a ansiedade. As suas palavras ajudam-me sempre, fazem-me refletir e adquirir mais conhecimentos. Obrigado e um grande abraço.
Bom dia Flávio! Concordo plenamente! As redes sociais, em particular, escondem muitos cultos por detrás de outros perfis, burlas, spam, vírus e pessoas a fazerem-se passar por outras (perfis falsos). Por isso, sempre que encontro um perfil obviamente falso, denuncio! Até lhe avisei, sobre perfis falsos usando o seu nome! O selo de verificação nas redes sociais é pago e, na minha opinião, apenas serve para aumentar a visibilidade! Dizem que torna a conta mais segura, mas eu não acredito! Já tenho direito a comprar o selo, mas não quero! O que realmente controla as redes sociais é o algoritmo! As redes sociais, o WhatsApp, etc.Bom dia Flávio! Concordo plenamente! As redes sociais, em particular, escondem muitos cultos por detrás de outros perfis, burlas, spam, vírus e pessoas a fazerem-se passar por outras (perfis falsos). Por isso, sempre que encontro um perfil obviamente falso, denuncio! Até te avisei, Flavio, sobre perfis falsos usando o teu nome! O selo de verificação nas redes sociais é pago e, na minha opinião, apenas serve para aumentar a visibilidade! Dizem que torna a conta mais segura, mas eu não acredito! Já tenho direito a comprar o selo, mas não quero! O que realmente controla as redes sociais é o algoritmo! Eu, nutro a minha alma, a minha mente, o meu coração… com sabedoria, conhecimento, criatividade, cultura e observando o que acontece à minha volta! Através da meditação, que pratico para a ansiedade. As suas palavras ajudam-me sempre, fazem-me refletir e adquirir mais conhecimentos. Obrigado e um grande abraço.
Il tuo racconto semore interessante come ogni settimana , hai toccato due punti.il culto, l’IA , non sono particolarnente favorevole , per me e cone per te , da cone ho capito ,tutto deve essere autentico , l originale””” * purtroppo.viviamo l’era della digitaluzzazione , non sempre tutto cio.che leggiamo e vero., questa e la mia semplife risposta da profana , ti.ho postato su fb per l’argonento scritto.questa settinana , buona notte caro Flavio ,per i ruoi racconti*
Grazie mille per il tuo contributo. È un bel tema
Molte insidie purtroppo e difficili da riconoscere. Creare, buttare fuori, fare spazio per riempire, non ci avevo pensato in questi termini, ma davvero mi sembra l’unico modo per crescere. Penso ad Erich Fromm che forse oggi scriverebbe Essere o Apparire. Buon lavoro Flavio ✍️
Flavio la tua voce meravigliosa è riuscita a catturarmi, è da tempo che ho iniziato a svuotare dentro di me per lasciare spazio a nuove emozioni. Non sono più tanto giovane, ho compiuto da poco 77 anni, ma sono molto interessata ad ascoltare…
Interessanti osservazioni, Flavio. Vuoti e pieni come vasi comunicanti sempre in movimento. W la creatività!
Grazie Flavio leggo molto volentieri i tuoi pensieri e racconti
Sei molto bravo
Un abbraccio
Concetta
Molto calzanti le tue riflessioni su cos’è la creatività…
“Svuotarsi per poi riempirsi”. Bellissima frase. Non sempre facile da mettere in pratica. Soprattutto liberarsi dai ricordi, tristi o piacevoli che siano. Ci proverò. Grazie.
Volevo aggiungere che per quanto riguarda l’aspetto principale di questa pagina, in merito all’ascolto, al rapporto con i social sono pienamente d’accordo. Ma è anche vero che noi stiamo utilizzando i social ed è grazie a Facebook che ci stiamo leggendo e ascoltando…Mi piace quest’idea di ritrovarsi a riflettere. A presto
Buongiorno. Sono d’accordo, ma non sempre, non per tutti è cosí. Dipende da com’è il presente per ciascuno di noi. Talvolta si puó utilizzare il passato proprio per creare e altre volte ancora è proprio grazie al passato che si va avanti, grazie a quello che c’è stato, che abbiamo ricevuto, che abbiamo scoperto… In alcuni casi, non è possibile creare un vuoto tralasciandobil passato anche se, si sa, il tempo trascorso non torna piú. Che sia “terapeutico” creare è verissimo, peró ciascuno crea con quello che ha, anche mantenendo presente… il passato. Grazie oer queste pagine e per la compagnia. Buona giornata!
Una volta convinti che siamo ciò che mostriamo il gioco è fatto. Il far leva su una dimensione competitiva fa il resto. Tuttavia resta vero che si può ingannare qualcuno per un po’ ma non tutti per sempre.
E’ una bella riflessione, io sto cercando di stare poco sui social, cerco solo quello che mi interessa. Nel tempo libero faccio altro. Un caro saluto Flavio
Concordo Flavio!
Molto bello e reale!
Essendo una persona empirica e poco social capisco poco dei tanti meccanismi che ruotano intorno a tale mondo.
Appartengo certamente,ad un’ altra generazione che causa motivi di lavoro,ha dovuto adattarsi a questa nuova realtà…….io ad oggi cmq continuo a nutrire la mia curiosità e la mia anima con un foglio bianco ed una penna …..ecco sono loro le ali della mia libertà.
Alla prossima caro Flavio
Ciao Flavio!
Mi trovo d’accordo con te, l’arte è quella necessità profonda di creare, di dare forma a ciò che spesso non riesce a trovare spazio nelle parole quotidiane.
Essere portatori di voci, di pensieri, di emozioni che chiedono solo di essere ascoltate. Nel tuo caso, oltre alla recitazione, anche la scrittura diventa un modo per attraversare e raccontare il mondo.
È un processo liberatorio, ma anche vulnerabile.
Creare significa esporsi, mettere qualcosa di sé davanti agli altri senza sapere come verrà accolto, e per farlo ci vuole coraggio.
Forse è proprio questo il cuore dell’arte: non tanto la perfezione, ma l’onestà.
Il momento in cui qualcuno trova il coraggio di dire, scrivere o interpretare qualcosa che altri hanno sentito ma non sono mai riusciti a esprimere.
In quel momento l’arte diventa un ponte tra chi crea e chi ascolta, tra solitudini diverse che improvvisamente si riconoscono.
Creare può essere un atto liberatorio, ma anche un atto di generosità, perché quando un artista condivide una parte di sé, in qualche modo permette anche agli altri di sentirsi un po’ meno soli. Bonne journée
Mi piace questa analisi: “Creare per svuotarsi e quindi riempirsi di nuovo”.
Grazie Flavio, ottimo punto di riflessione da metabolizzare e da mettere in pratica. Grazie davvero.
“Dove il vuoto torna a illuminare”…adoro!!😍😍 Bellissime riflessioni che hanno catturato subito la mia attenzione, perché esprimono in un certo modo l influenza o il peso che i social hanno su noi stessi….si amplificano le insicurezze e si entra in un grande ecosistema che influisce sul nostro benessere psicologico e non solo…complimenti, alla prossima❤️🫂👏❣️
Buonasera Flavio. Mi sento molto in sintonia con quanto scrivi, così come lo descrivi. La scrittura come parto, con la sofferenza che comporta. Lo sforzo. Ricordo di aver letto, tempo addietro, una lettera di Flaubert a Madame De Stael in cui lo scrittore si sfoga in merito allo sforzo titanico impiegato nella scrittura del capitolo dei “comizi agricoli” in cui la Bovary cede al corteggiamento del suo futuro amante. Episodio nodale del romanzo. Flaubert si dice svuotato, distrutto, quasi irato, di doversi ridurre in uno stato di simile spossatezza di cui, naturalmente, il lettore non si accorgerà mai. E qui è il genio. La sua grandezza monumentale sta proprio nel far apparire spontaneo, fresco e “facile” quello che in realtà per lui è tutto il contrario. Scrivere una storia fantastica e farla percepire come la vita reale di ogni giorno. Per cui la Bovary e il suo cedimento siamo tutti noi. Quello che capita ad Emma può capitare a tutti. E capita in ogni epoca. Potessimo avere un millesimo di tale abilità creativa!!! Un saluto e buon lavoro.
Hai detto giusti caro Flavio… Creare . Da bambini si creano già delle cose con la fantasia,con l’arte ,disegnando e scoprendo cose nuove poi crescendo si perde quella creazione. Io ho seguito una scuola e avuto il diploma di stilista di moda perché mi piace appunto creare modelli disegnare , come faccio tutt’ora, anche il lavoro che faccio è tutt’altro. Mi piacerebbe ritornare alla mia creazione o quantomeno trovare un lavoro che mi soddisfa ma è difficile. Una abbraccio
homo homini lupus ,celebre frase latina dall’AULULARIA di Plauto: l’uomo è lupo per l’uomo.VISIONE MOLTO PESSIMISTICA DELL’UOMO
Incredibile sentire ciò che su ha bisogno nel giusto momento
È bellissimo ascoltare la tua voce con le tue riflessioni, momento di relax dopo un corri ..corri quotidiano i tuoi racconti mi fanno riflettere sulla vita che sfugge, senza neanche accorgersi che passa tutto in fretta . Continua con i tuoi scritti ,sono profondi e comprensibili sei nelle grazie di tante persone che conosco ed anche nelle mie preghiere, GRAZIE…
Sempre interessanti le tue riflessioni .i social vanno usati con parsimonia e buon senso sono una realta’ virtuale e non devono allontanarci da ciò’ che appartiene alla vita reale..alla prossima!
Una bella riflessione. Mi ritrovo spesso a pensare quanto il mondo digitale stia piano piano rosicchiando spazio al mondo reale. Sempre con quel cavolo di cellulare in mano, signore! È perturbante. Soprattutto per i nativi digitali, il rischio è che non sappiano davvero come distinguere i due mondi.
Anche questa riflessione mi è piaciuta moltissimo, continua così. Grazie
Grazie,sempre riflessioni importanti e profonde per la vita di tutti i giorni, un alto valore aggiunto.
Homo homini lupus.
Piccola correzione della citazione latina ( mia deformazione professionale…)
Sto rileggendo “ Canne al vento” di Grazia Deledda; leggendo la tua riflessione ho pensato che si attaglia benissimo al personaggio di Efix che sente il profondo bisogno di espiare, di liberarsi del passato e lo fa facendo il vuoto,andandosene ramingo.
Ciao Flavio è bellissimo leggerti e ascoltarti…sono d’accordo con il tuo pensiero.. buona vita
Grazie per la bella pagina relativa a creazione e libertà. Dobbiamo uscire dai
social e creare scrivere lavoro una passeggiata fuori dal computer e altri device grazie per la riflessione .Buon lavoro e alla prossima
Buongiorno Flavio. Condivido in pieno anche oggi il tuo interessante argomento. Dobbiamo veramente cercare di concentrarsi molto di più sul creativo. Io fortunatamente faccio un lavoro molto creativo leggo molto. E ultimamente mi sono inserita in un gruppo dove ci vediamo per parlare e fare l’uncinetto e la maglia. Almeno per quelle due ore non tocco per niente il telefono mi devo concentrare e quando esco da lì sto bene e il tempo mi è volato. Ho proprio la sensazione che siano passati 5 minuti. Grazie e buona giornata.
Buongiorno Flavio, la tua lettura di oggi mi ha portato a fare una bella riflessione. Riflessione che oggi, in particolare modo, mi da una spinta per continuare ad andare avanti. è un periodo ,olto brutto, per me, la mia salute mi sta giocando brutti scherzi, non riesco quasi più a camminare e ho dovuto accantonare moltissimo interessi e progetti. Al momento l unico aiuto che è ho (a parte le amiche che mi stanno vicine e mi aiutano) è il poter leggere e scrivere, e hai davvero ragione usando dici che bisogna svuotare per lasciare posto ad altro… Ci proverò. Grazie di questo appuntamento settimanale, anche questo aiuta a sentirsi meno soli. Buona giornata, Donatella.
Molto difficile per me creare spazio… Ci sto lavorando… e piano piano ci sto provando… E quando mi accorgo che lo sto creando, lasciando andare dei pezzi che sono come macigni, mi sento diversa, più leggera…. Grazie… Mi fai sempre riflettere e questo mi aiuta.
Standing OVATION !!💞
Ciao Flavio lo spazio vuoto ci aiuta a togliere il superfluo lo riempiamo con la creatività di qualsiasi natura sia, e creiamo una realtà vissuta non virtuale.Buona giornata
Merci Flavio
Je suis très contente de lire vos pensées qui me parlent tellement.
Soyons présents et réapprenons à vivre la vraie vie. Soyons à l écoute de notre moi profond pour profiter de tout ce qui nous entoure.
Je vous souhaite une belle journée.
Grazie Flavio condivido in pieno. Io seguo e faccio teatro, leggo tutti i 365 giorni dell’anno e faccio creazioni grafiche che mi hanno dato la possibilità di esprimere. emozioni anche con le immagini.
Ciao Flavio,
come sempre, le tue riflessioni non sono mai banale…
I social network sono un’arma a doppio taglio, a mio dire… Vanno usati con intelligenza.
Ti auguro una buona settimana e alla prossima.
L’ arte è riflesso dei cambiamenti culturali. Il rapporto tra l’artista e il pubblico è cambiato grazie alla possibilità di ricevere feedback immediati, oggi. Ieri come oggi, la sfida che gli artisti devono affrontare è trovare un equilibrio tra visibilità e integrità artistica. Essere artisti online ci impone le gerarchie di cui parli in questa pagina del Diario, i Like. Penso che ogni artista abbia un rapporto di amore-odio con i social media, abbiamo visto i social evolversi (o regredire, in alcuni casi) nell’ultimo decennio. Per questo : partire da un vuoto per creare è rigenerante. Si esplora il vuoto come “zero point” (punto zero) spazio generativo o puro pensiero. Ad esempio Anish Kapoor esplora il vuoto attraverso installazioni monumentali e sculture che manipolano la percezione. Penso che la bellezza della tua nuova saga possa essere proprio il vuoto creato dal mistero, visto che tu ci parli sempre degli elementi paranormali che hai inserito nella trama. Attendo con trepidazione.
Iniziare la settimana ascoltando con una voce velata l’argomento che ultimamente ci coinvolge tutti, i social, recentemente ne ho preso le distanze x evitare insulti..come diceva Umberto Eco quelli che davano sfogo alle loro baggianate nei bar oggi si sfogano sui social diventandone rappresentanti dell’ignoranza di massa…
Creare ci rende liberi.
Social = asociale
Buongiorno dobbiamo guardare più noi e stessi e gli altri col pensiero
Si, è vero la mente va “spinta” oltre al pensiero, al linguaggio. Se “guardiamo” internet e tv mi hanno sempre detto in passato li è già tutto fatto. Ma infatti adesso siamo spinti appunto da curiosità a guardare internet e trovo che spesso questa vita è apparenza e si guarda molto all’aspetto a come appari invece penso che dovremmo tornare di più all’essere non all’apparire soltanto.
Viviamo in una società dove tutto è apparenza, finzione che ci influenza quotidianamente, dovremmo imparare a staccare la mente da questo mondo virtuale e imparare a vivere nella realtà
Mi piace questa riflessione sulla creazione come atto per svuotare la mente e alimentare la libertà. Grazie per queste pillole settimanali che nutrono l’anima.G