Diario D'Artista
20 Giugno 2024

La crisi dello streaming

iscrivitispotify
Traduzione
it
es
pt
en
fr
Diario D'artista
Diario D'artista
La crisi dello streaming
Loading
/

Ultimamente, quando vado su una piattaforma streaming, passo più tempo a decidere cosa guardare che a guardare qualcosa. Capita anche a voi?

Nel 2023, le piattaforme hanno registrato, secondo i dati ufficiali, una perdita complessiva di 5 miliardi di dollari. Questo ha spinto molte aziende a rivedere le loro strategie, portando a fusioni e - come sappiamo - aumenti dei costi degli abbonamenti. Oggi voglio condividere una teoria su uno dei possibili motivi di questa crisi, che coinvolge però i temi a me cari: lo storytelling, e anche dati analitici e intelligenza artificiale.

Ricordate i tempi di "Roma" di Alfonso Cuarón? Era il 2018, non molto tempo fa. Ricordate che meraviglia era aprire Netflix? Io sì. Ero felice di andare sulla piattaforma, perché sapevo che stavano spendendo tutti i loro sforzi valorizzando artisti, con lo scopo di portarli sulla loro piattaforma.

All'inizio di questa rivoluzione, dovete sapere che le piattaforme streaming non erano viste di buon occhio da Hollywood e dal cinema in generale. Spesso succede con le nuove tecnologie. Il mondo del cinema è cambiato radicalmente: abbiamo assistito, in questi ultimi dieci anni, al crollo delle presenze in sala, dovuto perlopiù alla nascita delle piattaforme, al 4K, ai televisori giganti a prezzi bassi, ecc.

Insomma, ci fu un tempo in cui lo scopo di Netflix sembrava essere quello di conquistare gli artisti per ottenere credibilità e nuovi clienti. Offrirono a Cuarón più del necessario per realizzare un film che nessuno voleva fargli fare, e cosa è successo? Il capolavoro. Eh sì, perché se date a un genio la possibilità di esprimersi in piena potenza e libertà, le probabilità che vi dia un capolavoro sono alte.

Ma poi, negli anni, l'offerta delle piattaforme è andata a omogeneizzarsi. Le serie troppo "originali" e poco ortodosse venivano fermate a metà strada (penso a "The OA") per via degli ascolti bassi, e nuove serie, simili alle precedenti di successo, si sono moltiplicate. Per quale motivo?

Netflix, Amazon, ecc., sono società definite "data driven", cioè che seguono i "dati". Il famoso algoritmo. All'inizio, però, di dati non ne avevano, e quindi hanno chiamato i migliori artisti, usando i "dati" del mondo. "Chi sono i migliori registi? I migliori contastorie? Assumiamoli e facciamogli fare qualcosa di creativo. Poi faremo un'analisi di cosa funziona e capiremo."

E così, anno dopo anno, i dati hanno cominciato a popolare i tabulati. Qualcosa funzionava, qualcos'altro no. E sono cominciate a cadere le prime teste: le serie che non sembravano produrre il traino necessario venivano bloccate in corso d'opera.

Quando i dati sono arrivati finalmente in cima alla piramide decisionale, gli uomini d'ufficio, lontani dal campo di battaglia dell'arte, hanno pensato di avere il sacro graal. I dati hanno modellato la nuova generazione di prodotti, con la certezza che così facendo si abbattesse il rischio di un fallimento, di una brutta opera d'arte. Ed ecco che quello che prima era una fucina di caos e di creatività, si è trasformato nell'incasellamento dell'emozione, nel tentativo di controllare l'arte con una formula. Ah, l'eterno dilemma tra forma e sostanza!

Questa teoria non è certo nuova e sono in tanti ad averla affrontata. Il settore è in crisi, e la soluzione sembra essere abbonamenti più alti, meno condivisioni, insomma, più introito. Molti tendono più a conferire l'onere della crisi al contesto industriale, piuttosto che a quello creativo.

Non sono un economista e il mio focus è sullo storytelling. Il mio è un invito a riflettere a tutti coloro che sono coinvolti in questo sistema produttivo complesso e articolato. Da Aristotele in poi, abbiamo sempre provato a meccanizzare la storia. A comprendere cosa rendesse una storia davvero interessante, a livello meccanico. E Questi dati e algoritmi non sono altro che un ennesimo strumento di analisi di ciò che è stato fatto, non di ciò che deve essere ancora scoperto.

Non esiste una formula definitiva di successo per una buona storia, o per un buon film o serie, perché non sono i dati a creare la bellezza, ad emozionare o a far sognare. È l'anima del poeta che affronta con coraggio la possibilità di fallire, e che salpa alla scoperta dell'ignoto, proprio come il protagonista della Divina Avventura.

Con l'avvento dell'intelligenza artificiale e dei modelli LLM, il messaggio della Divina Avventura diventa sempre più importante: noi dobbiamo cercare una sensibilità più vicina al cuore che alla matematica. Imperfetta, quindi umana. E poi, chi sceglie la strada dell'arte, deve lottare per quel desiderio, sperimentare, rischiare, tuffarsi verso l'ignoto. Il timone va dato agli artisti, non alle macchine!

Alla prossima pagina.

Rimaniamo in contatto. Ricevi ogni settimana il mio podcast nella tua casella di posta elettronica. É gratis 🎁
iscriviti
condividi questa pagina con chi potrebbe apprezzarla
Commenti dopo il banner
Luca e Anna, due adolescenti inquieti, si incontrano ad Anagni nell'estate del 1995. Lui, un parigino strappato alle sue radici; lei, una ribelle che fugge dalle tradizioni locali. Scopriranno una leggenda: chi troverà l'Anello di Saturno avrà il potere di cambiare il proprio destino.
Tocca e leggi la sinossi

L'Anello Di Saturno

Una saga romance fantasy, d'Amore e Destino.
scopri di piùLeggi primo capitolo
4.8 5 voti
Voto
Iscriviti alla discussione
Notifica di
guest
30 Commentsi
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
Olesia Liardo
Olesia Liardo
16 giorni fa

Esattamente d accordo con te .....l'arte è umanità,essenza, passione,amore , emozione....anima....va solo ricercata li e non in un ingranaggio,in un sistema né in nessun algoritmo.
Alla prossima Flavio

Alessia Sacchitella
Alessia Sacchitella
17 giorni fa

Ciao Flavio, condivido a pieno dato che anche io studio Storytelling. La potenza delle storie nasce dalle idee giuste, che sono piene di emozioni, non di dati. L'Ai spaventa alcuni ma io credo che le macchine non potranno mai sostituire l'uomo per un solo e unico motivo: l'empatia. ❤️

Samantha Laducara
Samantha Laducara
17 giorni fa

Flavio io direi che l'essenza dell'arte, vive nella nostra anima, nelle emozioni e non potrà mai provenire da un meccanismo, le macchine possono essere d'ausilio, ma non potranno mai andare in sostituzione.
Un saluto!

Cristina Calvitti
Cristina Calvitti
18 giorni fa

Great point, Flavio! Well, algorithms may eventually get better, in time, but of course, they will never substitute the soul of an artist. Never. I’m really sorry about all this stuff because I love movies, and mainly after pandemic movie theaters aren’t going well (at least here in Brazil many traditional ones being closed..), mainly because of the streaming that aren’t going well also, so.. what will happen to cinema? But at the same time I think: what is not in crisis in this post-pandemic occidental world with huge economical problems, wars, climate changes and so on..? But let me tell you that in this scenery, the calm and positive messages of Diario d’Artista are a blessing. Grazie mille per questo! Buona giornata. 🙂

Mariangela
Mariangela
18 giorni fa

Buongiorno, Flavio. Come ho subito rilevato, su fb, riconoscendomi profana nella materia che tratti, sono rimasta in attento e rispettoso ascolto. Concordo sicura però sul finale: il timone va dato agli Artisti , con ciò che ne consegue, non alle macchine! La lezione, insomma della Divina Avventura…il primato dato alla nostra imperfetta umanità, alla sensibilità sulla logica delle macchine…
Grazie, Flavio. Aspettando oggi la tua nuova pagina.
Maria Angela dalla Liguria.

maria larobina
maria larobina
19 giorni fa

Io guardo le serie televisive che mi interessano e i emozionano con bravi attori, le altre piattaforme non mi interessano. Guardo poco la tv durante il giorno ...anche perchè sinceramente non offre nulla.

Isa
Isa
19 giorni fa

Grazie Carissimo Flavio🔮Stasera la mia piattaforma è il cielo🔮faccio un tuffo nell'ignoto🔮vedo lettere🔮 "CIAO BRILLANTE ROMANTICO🔮CHE IN SOGNO FATALE🔮MI HAI SOFFIATO L'AMORE🔮 E MENTRE LE STELLE SUONAVANO MUSICA🔮 DIO MI TENEVA A TE🔮COME ANELLO A SATURNO "🔮La tua notte sia splendida🔮🔮

Emanuela
Emanuela
19 giorni fa

Ciao Flavio, io non ho Netflix e guardo quando ho voglia delle serie televisive a cui sono affezionata per come recitano lavorano gli Attori, non segue le mode, anzi quando cessano le serie metto un messaggio su Facebook alla Produzione dei telefilm
Hai ragione anch io guardo molto come si muovono gli Attori in tutte le serie e se non mi piacciono e lo vedo quasi subito , mi allontano…a me piacciono molto le serie Americane Agenti segreti FBI ecc ecc , Fantascienza , Film su Storie vere …ripeto non guardo molto la Tv però guardo quelli che proprio mi interessano con il Cuore ciao Flavio

Elena Letizia Accomazzo
Elena Letizia Accomazzo
20 giorni fa

Molto interessante, e sempre d'accordo, le nuove piattaforme come Neflix per citare una delle più conosciute ; hanno tolto il piacere di andare i una sala cinematografica , infatti sono diventate mult
I sale; costringendo a chiudere le altre, tornando all'argomento questi colossi i in streamjng vogliono solo business, molti spettacoli dopo poche puntate vengono sospese per un numero esiguo d9i ascoltat0ori secondo queste piattaforme , ormai solo digitale , algo ritmi e chissà dove finiremo , ma oggi viviamo solo di tecnologia ahimè! Bravo Flavio ; ci fai comprendere ogni pensiero dell'essere umano grazie a lunedì

Cristina M.
Cristina M.
20 giorni fa

Buongiorno Flavio! “noi dobbiamo cercare una sensibilità più vicina al cuore che alla matematica. Imperfetta, quindi umana”, e’ il cuore che da’ le più belle sensazioni e guida le emozioni. Poi la matematica serve e va usata, ma per altre ragioni.
Saluti cari a te Flavio

Elena Letizia Accomazzo
Elena Letizia Accomazzo
20 giorni fa
Rispondi a  Cristina M.

Sono d'accordo con te , io metto sempre il ❤️ al primo.posto siamo essere umani ; quindi imperfetti , la matematica , certamente serve per far funzionare il nostro sistema terrestre ; ma per quanto riguarda il resto torniamo alle nostre emozioni umane e non digitali , daccordissimo

Concetta Pollice
Concetta Pollice
20 giorni fa

"Trahit sua quemque voluptas" i Latini non conoscevano algoritmi e AI, però riconoscevano il valore della passione nella tensione verso l'oggetto del piacere.
Secondo me è corretta la tua analisi : quando anche l'Arte arriva nelle mani dei "ragionieri" ( con tutto il rispetto) è tutto un analisi costi/ benefici e si rinuncia al guizzo di genio in favore della più rassicurante normalità che piace alla maggior parte e fa guadagnare.
È sempre un piacere leggerti.
Buon pomeriggio.

Concetta Pollice
Concetta Pollice
19 giorni fa
Rispondi a  Flavio Parenti

In effetti la traduzione è "trascinato dal proprio piacere" che è una delle pulsioni più potenti. 😉. Ho studiato 8 anni il Latino ( ai miei tempi anche alle medie) e ho una laurea scientifica, il risultato è sempre quello: la ricerca del piacere muove il mondo. Lo sanno anche i signori dello streaming e ci danno dentro con una pletora di proposte. Eccessiva!
Baci

Mirta
Mirta
21 giorni fa

Comparto por completo tu reflexión, es un placer escuchar tus palabras! Gracias por tanto! Abrazo, Mirta

Roberta
Roberta
21 giorni fa

Io purtroppo non guardo le piattaforme, perché con due bambini mi manca il tempo! E per rilassarmi preferisco guardare qualcosa di leggero in TV! Oppure uscire e fare delle po' delle passeggiate! Non amo molto queste piattaforme!

Giusy Pero
Giusy Pero
21 giorni fa

Una pagina di grande interesse frutto di un'analisi attenta e di una riflessione che mi trova concorde. Questo articolo meriterebbe la pubblicazione su qualche rivista. Non pratico le piattaforme perchè nel poco tempo libero preferisco dedicarmi alla lettura, ad una passeggiata o a vedere ciò che offre la programmazione televisiva - ben poco interessante ultimamente. Abbonarmi a Netflix piuttosto che a Sky ritengo sia una spesa superflua in quanto il televisore in casa mia raramente è acceso più di due ore al giorno. Chissà, magari un giorno cambierò opinione e sarò così in grado di consigliarti qualche serie 😉

Alessandra
Alessandra
21 giorni fa

Mai così d'accordo come questa volta!!! È l'anima che muove, che ci fa emozionare, amare o soffrire. Ricordo che anche a scuola o all'università ho sempre adorato la letteratura, detestano matematica e fisica. Comunque purtroppo penso che dietro ogni decisione, oggi, c'è l'interesse, il guadagno, il denaro.

Belkis
Belkis
21 giorni fa

Certo. É vero. Mille grazie per condividere von me tuo penssiere.
I know you are right. I love to read and write. I enjoy very much those activities. But I can see how much effort an artist must do to captivete an audience. I agree with your thinking, with your analisis about the changes which are happening in our life s, scenario.
Every nowodays behavior will be dead. We must change. We must adopt those changes, or adapt to them.
Abbraccione dear writer Flavio Parente.

Ana Lúcia
Ana Lúcia
22 giorni fa

Olá, Flavio
Não tinha parado para analisar como as plataformas de streaming condicionam os profissionais da área a focarem em projetos com maior probabilidade de sucesso comercial, limitando a liberdade do artista para experimentar e criar algo original ou pessoal. As opiniões e preferências do público em relação à qualidade artística ou ao valor cultural de um conteúdo parecem estar sendo negligenciadas. Pelo que eu entendi, a criação de conteúdos baseados em fórmulas de sucesso prévias está levando o público a assistir variações do mesmo tema repetidamente.
Vejo sua preocupação, e é justo, sabendo que a liberdade criativa dos profissionais, a inovação, o risco e a diversidade de conteúdos estão sendo reduzidas, deixando menos espaço para que o público participe e influencie os trabalhos dos artistas. Isto é muito triste !!
Até breve!! ❤️

Leonor
Leonor
22 giorni fa

Buena giornata!!! Es un placer escucharte todos los días, baci

Cristiana Andolfi
Cristiana Andolfi
22 giorni fa

Vero : pure il mondo del cinema è cambiato radicalmente e abbiamo assistito, in questi ultimi dieci anni, al crollo delle presenze in sala. L' ultima serie che ho seguito : "Maxton Hall - Il mondo tra di noi" serie tedesca tratta dal romanzo young adult "Save Me" di Mona Kasten. Attendo [ un sogno ! ] di seguire la futura serie " L' anello di Saturno " tratta dal tuo romanzo

Mariagrazia nevino
Mariagrazia nevino
22 giorni fa

Bellissima complimenti Flavio

Mariagrazia nevino
Mariagrazia nevino
22 giorni fa

Bellissima la poesia Flavio l ho appena ascoltata

Laura
Laura
22 giorni fa

Ottima riflessione!!! Sta all'uomo decidere,non all'algoritmo,lo ha detto anche Papa Francesco al G7 nel suo intervento sull'intelligenza artificiale.Quindi è buona norma stare tanto tempo a decidere cosa guardare,per poi,nel mio caso,quasi sempre rinunciare. Roma è un vero capolavoro,lo vidi al cinema,rimarrà una pietra miliare dal mio punto di vista!Bravo Flavio!

CINZIA DELLO SPEDALE
CINZIA DELLO SPEDALE
22 giorni fa

Ciao Flavio,
sicuramente il tema di oggi è molto interessante.
Sono sempre stata contro la pay-tv, ma alla fine, ho dovuto capitolare su Disney+ che ho da poco, ma mi piace una cifra. Il costo dell'abbonamento, in più, è abbordabile.
Si, avevo sentito che le piattaforme erano in crisi e i costi degli abbonamenti lievitavano.
Non ho mai avuto Netflix per scelta.
Non trovo giusto però che lo sport sia stato assorbito quasi completamente da Sky (io amo il tennis) e mi trovo bene con Raiplay, che fra l'altro rientra nel costo dell'abbonamento Rai.
Ok, alla prossima.

Andrea R
Andrea R
22 giorni fa

Ciao Flavio. Oggi partiamo col fatto che ignoro che sia una piattaforma streaming, Netflix e Curon. I meccanismi che descrivi capisco che mi facciano vedere un prodotto al posto di un altro. Non saprò mai cosa non mi consentono di vedere. Accendo la tv e vedo quello che c'è. Al cinema seguo registi e attori che mi piacciono. Recensoni non ne leggo. A teatro vado colpevolmente troppo poco. Il web non lo pratico. Tranne il blog di Flavio Parenti. Eccezione
che conferma la regola. Magari sono un po come lo scimmione di 2001 Odissea nello Spazio davanti al monolite. Uno scimmione della tribù che però non si evolve, non lancia l'osso nel cielo e non lo trasforma in astronave. Mi viene ora in mente La vita è bella. Quale algoritmo avrebbe consentito di scommettere su un film che vedesse la shoah attraverso la comicità? Io capisco la tua curiosità che è dovuta pure all'ottica che hai di addetto ai lavori. Però forse preferisco non sapere perché una punta di tristezza mi viene. Nel pensare che l'Arte è un prodotto e non può prescindere dal Capitale. Fuori dal quale niente si può ideare, produrre, realizzare, diffondere. La cultura è comunque un affare. E in parte lo è sempre stata. Un saluto.

Andrea R
Andrea R
22 giorni fa
Rispondi a  Flavio Parenti

Esatto! Mi piace che tu abbia usato il termine "peculiare"... Molto simpaticamente. Alla prossima!

Copyright © 
2024
 Flavio Parenti. Tutti diritti riservati.
css.php
30
0
Clicca per commentarex