Phoenix
Io, Sole, brucio.
E come una Fenice
Rinasco dalle ceneri.
Fino a che sarò
Polvere di stelle.
Io, Sole, brucio.
E come una Fenice
Rinasco dalle ceneri.
Fino a che sarò
Polvere di stelle.
Pagliaccio erotico
Con la lacrima tatuata
In gara col tuo specchio.
T'agghindi con colori
Che fan sesso agl'insetti,
Ti copri di mostri
Che spaventano i Maori.
Tu, mentre ti fai una tartina
Imburrata,
Sotto il sole d'occidente,
Non esagerare, mi raccomando
Che poi non vedo il muscolo tirato
Mentre mi dici cos'è importante
Con sguardo ammiccante
E proteine nelle vene.
Ci son giorni
Dove il sole non sale
Nella valle dei soli.
Solo fischia muto il vento
Tra i rami secchi e le piume dei corvi,
Mentre il mio freddo fiato,
Come un fantasma di nebbia,
Si specchia su un lago di lacrime,
Eterno amico d'alba e tramonti.
Ci son giorni
Dove il sole non sale
Nella valle dei soli.
Vorrei voler dire di più
Urlare, parlare, sussurrare,
Esistere.
Ma giaccio nel silenzio, come grano al sole.
Immobile dimentico,
Che sono ancora qua.
Mi tuffo nei ricordi,
Tra bolle d'altri me.
Sfioro esplosioni,
Rubo boccate d'aria,
Mentre aspetto che la luna
In superficie,
Sole diventi.