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29 Gennaio 2024

#100 Un firmacopie disastroso

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#100 Un firmacopie disastroso
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Mi conoscete, non sono un divo. Tutt'altro. Provo ad essere radicato al suolo, forse proprio per questo mio essere stato sradicato così tanto da giovane, sento la necessità di essere gentile con tutti, anche con chi non incontrerò più. È un modo per lasciare un segno positivo nel mondo, per migliorarlo, se vogliamo. Perché a volte, basta un grazie per far sorridere qualcuno.

Ma ciò che sto per raccontarvi mi ha fatto davvero incavolare. Come sapete, sabato scorso avevo un firmacopie in una grande libreria romana. Non farò il nome, chi vuole può andarsela a cercare. Premetto che so che ogni libreria agisce in piena autonomia, e che vi sono dei limiti, anche legali, su cosa si può o non può mettere all'interno di uno spazio pubblico. Poiché vanno rispettate certe distanze per i passaggi etc.

Ma vi pare normale che un autore, che va in una libreria a firmare delle copie (si spera) del proprio libro, non venga fornito di un tavolo dove sedersi? Io lo trovo allucinante. A prescindere che fossi io un attore di TV o un giovane autore, non importa. Ognuno merita il buonsenso. Se vi dico di chiudere gli occhi e immaginare così, come uno scatto fotografico, un autore che firma copie, voi cosa vedete? Vedete il lettore che dà la sua schiena a gobbo per permettere all'autore di firmare? L'autore che pianta il libro al muro e cerca con una mano di scrivere in verticale?

No, vedete una persona, tranquilla, seduta al tavolo, con una pila di libri a destra e sinistra, una fila di persone che aspettano, e lui che, sorridente, firma e restituisce le copie.

Quindi potete immaginare cosa ho pensato, alle 11 precise, quando sono arrivato nella libreria e ho visto questo:

Devo dire che sul momento mi sono sentito piccato, poi ho chiamato la casa editrice, cercando di capire se fosse normale (io non essendo di questo mondo, potevo anche avere un'idea sbagliata), e le risposte sono state "ma no, normalmente c'è un tavolo". E te credo.

Visto che l'orario non era proprio diciamo "leggero" (11-19), appena mi sono visualizzato lì, come una zucchina in mezzo ai libri, seduto su uno sgabello, vampate dello straniero di Camus mi sono ritornate nel cuore. No, io così no. Ecco cosa mi sono detto. Mi vergognavo anche un po', temendo che fosse divismo, ma poi ci siamo detti: "no, non esiste!" e alle 13 sono andato via a malincuore.

Dico a malincuore perché so che molti di voi erano venuti nel pomeriggio, nella speranza di incontrarmi, e purtroppo non c'ero. Ho chiesto scusa, e mi prendo la responsabilità di questo gesto.

Ma a volte, bisogna esprimere la propria necessità di rispetto. Non fa bene solo a chi lo fa, ma, si spera, anche a chi ascolta.

Alla prossima pagina.

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Elisa
Elisa
15 giorni fa

Dove si Autografa un libro, c’è pagina in particolare?

MiRANDA
MiRANDA
4 mesi fa

Questa è stata un'autentica mancanza di rispetto nei tuoi confronti e di chi è venuto ad incontrarti. Hai fatto bene ad andare via

Maria Teresa Paridi
Maria Teresa Paridi
4 mesi fa

Veramente irrispettoso. In primis nei tuoi confronti, poi nei tuoi lettori e infine come libreria non mi sembra abbia fatto una bella figura. Mi spiace per te, persona gentile ed educata e so quanto tu possa essere dispiaciuto verso chi ti legge. Ciao Flavio

Maria
Maria
4 mesi fa

Molto spiacevole quello che è successo, tuttavia, se posso permettermi di esprimere la mia considerazione, personalmente non avrei esitato a farlo presente al titolare della libreria. Il mio motto è che "tutto si può dire, basta saperlo dire". Sono certa che tu Flavio non hai nulla da imparare a riguardo, ma capisco che, a volte, le situazioni davvero inconcepibili ci fanno optare per una presa di posizione, piuttosto che per una mediazione. Di sicuro c'è che il tuo loquace gesto di andar via, non sarà passato inosservato alla libreria. Come si suol dire: capita!

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