FLAVIOPARENTI

Flavioparenti.

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DIARIO d’ARTISTA

Qualità o quantità?

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Diario D'artista
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Qualità o quantità?
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Cosa vuol dire fare arte? Cosa significa esprimersi? Perché?

Sono così tante le domande che mi pongo, domande esistenziali, certo, ma concrete. Cosa ci faccio qui? A cosa serve davvero fare arte? Forse dovrei occuparmi di cose più utili. Anche se ormai direi che è troppo tardi per laurearmi in medicina.

Ma no.

C'è qualcosa che mi spinge, ancora, a cercare di essere sentito, ascoltato, capito. A tentare con la forza delle parole, di toccare i cuori, le menti e le anime di chi ha la gentilezza di regalarmi il suo tempo.

Sapete cos'è lo Zeitgeist? È lo spirito dei tempi. Ieri leggevo un'intervista a Quentin Tarantino che dice che le serie e i film che escono sulle piattaforme di streaming (Netflix) non appartengono allo Zeitgeist. Sono come gocce nell'oceano della cultura, in quel fiume di parole e dati che ogni giorno sgorgano dai motori dell'umanità, dalle macchine e dai cuori di milioni di altri come me.

Penso che uno dei sommi desideri dell'artista sia proprio quello di appartenere allo Zeitgeist, di attraversare, anche per un solo momento, lo spirito dei tempi.

Il mio sarebbe di forgiarlo, di imprimere un pezzo di me nella coscienza collettiva. È un sogno grande, forse irraggiungibile in una società così veloce, che tanto facilmente sorvola o dimentica ciò che di profondo o sentito può essere scritto, detto, ripreso.

La contemporaneità è fatta di velocità. Di clip di pochi secondi che si rifanno alla cultura popolare, che non hanno autonomia, e per le poche che l'hanno, si tratta di un'autonomia tautologica. Parlano a sé stessi, di sé stessi.

Per chi mi conosce, tutto questo che racconto può essere trovato nelle mie poesie: "Reti sociali", "Sincronia". Le mie poesie sono l'espressione di questo desiderio, che a volte si fa disagio, quel tormento di essere straniero, alieno allo Zeitgeist.

Eppure, voglio farne parte. Da piccolo mi bullizzavano. Davvero. E uno dei ricordi più dolorosi per me è quello di ricordare con terribile precisione il desiderio che aveva quel piccolo Flavio di essere accettato da quelle persone che tanto gli facevano male. Non ho l'Anello di Saturno, non posso tornare indietro e dirgli che andrà tutto bene. Posso però guardarmi allo specchio, da uomo di 45 anni, e chiedermi come fare a crescere ancora.

Vi starete chiedendo perché del titolo. Qualità o quantità, che c'entra con lo spirito dei tempi, con l'arte, con il desiderio di appartenere?

C'entra eccome.

L'artista deve, in ogni secondo della sua creazione, decidere la soglia di compromesso che è disposto a fare per far parte del mondo che lo circonda. Spesso, si isola, e spera segretamente che qualcuno lo scopra e lo porti con il palmo della mano sotto la luce dei riflettori. Altre volte, abbandona la strada per strade meno burrascose, altre volte ancora, trova quell'equilibrio che gli permette di fissare la sua impronta.

Io credo nella teoria dell'evoluzionismo. E credo che valga anche per le opere d'arte. Perché un'opera possa superare il tempo, deve avere più di una qualità: deve rappresentare lo spirito del tempo, certo, per espandere il suo raggio d'azione, per toccare più cuori possibili, ma deve anche avere in suo seno la classicità dei temi e una profondità filosofica che le permetta di rimanere potente anche dopo che i tempi sono cambiati.

"Scrivi per i vivi, pensando che ti leggeranno da morto."

In una società connessa come questa, sembra che l'impronta si possa lasciare solo con la quantità. Moltiplicare i post, moltiplicare i video, moltiplicare! Di più è meglio! Ma non è sempre così, come dico in "Little Bang": è solo dopo lo zero che nasce quel che conta.

Quindi cosa dovrebbe fare un artista? Moltiplicare le sue creazioni a discapito dell'originalità, oppure aspettare e fare in modo che ogni singola creazione possa raggiungere il massimo numero di persone possibili?

Dipende. Dipende da molte cose. Io vedo la scrittura, la poesia, i miei libri, come il cuore pulsante della mia anima. In loro vi è tutto me stesso, il mio pensiero, il mio cuore, anche il mio sudore. Non posso moltiplicare ciò che è prezioso senza svalutarne il valore. Quindi propendo per la seconda opzione: approfondire e fare in modo che ognuna lasci un'impronta nello Zeitgeist. Come faccio? Con il marketing, con l'utilizzo dei social network, anche con questo Diario, che mi permette di avvicinarmi a voi in maniera diversa e chissà, incuriosirvi a leggermi in qualcosa di più profondo che un articolo su un blog.

Questo diario è la testimonianza del mio viaggio, un antro complesso di sistemi e desideri, di recitazione, scrittura, imprenditoria, nel quale, piano piano, cerco di trovare una quadra.

Alla prossima pagina,

Flavio.

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28 comments on “Qualità o quantità?”

  1. Non so a chi scrivo/So che parlando di qualità hai perso un pezzetto di Umanità/togliendo i nomi dei fiori del tuo giardino poetico/Nel nome c'è il profumo del rispetto/dell'Amicizia vera/Se vuoi lasciare l'orma/trasformati in Spirito libero/evolutivo/Scrivi senza aspettarti nulla/gusta il momento creativo/senza calcoli/numeri/che intrigano l'anima/non perdere la semplicità del sentire/vedere /sii vera luce per chi legge/Non cercare potere di possesso/ma potere di unione/non diventare solo uomo/ma Uomo nell'universo/Il nome è identità dell'Essere/

  2. Ciao Flavio. Ricordi la storia dello zen e del tiro con l'arco al bersaglio? La freccia coglie il centro solo quando il tiratore smette di pensare ad arco, freccia, corda, aria e bersaglio. Io penso che più la mente si fissa sul lasciare il segno, più paradossalmente se ne allontana. Tu sei già totalmente nello spirito dei tempi. Non potresti non esserlo. Scrivendo come Flavio, calato totalmente nel piacere di farlo, senza obiettivi, senza preoccupazioni in merito ai mezzi per raggiungerli, senza preoccupazioni per i lettori, per le proprie e altrui aspettative ma solo riflettendoti nelle parole, lasciate andare e basta, allora non solo sarai nello spirito dei tuoi e nostri, di tempi, e lo sei già, ma anticiperai i tempi futuri. La preoccupazione del come fare in modo che le tue parole si diffondano lasciala ad altri. Concentrati solo su te stesso. Lascia fluire. Un salutone, Andrea.

    1. Io non posso esimermi di occuparmi di far diventare la mia passione un motore di introito sufficiente alla mia sussistenza. Ormai mi conosci, per me arte e sussistenza sono intrinsecamente legati. Non solo per una questione meramente concreta, ma anche perché cosi si sviluppa una collaborazione tra creatività e produttività, che porta a vette più alte.

    2. Vero. È errato pensare che i grandi artisti del passato potessero o volessero prescindere dal riscontro economico. Per loro era giusto riconoscimento e vanto. La prova dell'attenzione del mondo. E della capacità di autosussistenza. Pero' prendi il mio post come una prova di affetto e simpatia vere. Sottovaluto certamente la tua capacità di vivere allo stesso livello vari ruoli compenetrati. Penso solo a cosa farebbe la tua mente creativa se potesse lavorare in totale libertà non distratta dalle incombenze manageriali. Lasciando queste ad altri di totale fiducia. Sicuro non penso che il vero artista poeta per essere tale debba morire di fame. Sarebbe infantile e sciocco pensarlo. In ogni modo ci stupirai. Ne sono certo!

  3. Domenica ho festeggiato il mio compleanno e mi è stato regalato un video con fotografie dalla nascita ad oggi. Ogni anno, sono tantissimi,scandito da immagini significative della mia vita, impronte lasciate dal mio passaggio nel mondo. Io credo che ogni essere umano abbia un suo ruolo qui ed ora, ma anche in ogni attimo passato, presente e futuro, che si intreccia con l'esistenza degli altri, che forse sfioramo per un attimo, ma basta per cambiare il mio o il loro cammino. Il nostro viaggio, come lo chiami tu, avrà il senso che noi vorremo dargli ed è ciò che lasceremo ai posteri.

  4. Buonasera Flavio, la qualità e l' impegno profuso nel creare si sentono leggendo i suoi libri, ascoltando i suoi podcast e il modo in cui si esprime . La quantità di molti "prodotti "odierni sicuramente non farà parte dello Zeitgeist

  5. Leggo sempre volentieri il tuo diario.A volte penso che i sentimenti che tu provi sono a volte dentro di me e leggerli mi aiutano a superare alcuni ostacoli nel quotidiano buona giornata e buon tutto.

  6. Oggi non ho ricevuto l' email. Sicuramente è la qualità che riesce ad avere un impatto migliore sul mercato. Bello l'articolo ed interessante.

  7. Molto spesso fare arte viene frainteso con il perdere tempo. Io credo che grazie agli artisti, tutti e tutte possiamo connetterci tra noi e cambiare le cose. È un mezzo di rivoluzione che può smuovere le coscienze.

  8. Io credo che sia un istinto naturale quello di voler sopravvivere al tempo, fa parte della nostra essenza immortale. Ma avendo coscienza di non poterlo fare con il corpo, subentra il desiderio di restare vivi attraverso le nostre creazioni. Non solo quelle di tipo artistico, anche i figli sono un modo per lasciare un'impronta di sé nel mondo. Per quanto mi riguarda, io non penso tanto al dopo. È probabile (anzi è praticamente certo) che il mondo non si ricorderà di me, che non compirò imprese memorabili. Ma se accarezzo un gatto e lui fa le fusa, se faccio una battuta divertente e tutti ridono, se scrivo una lettera e qualcuno si emoziona, io sono felice perché so di essere arrivata adesso. Quello che accade dopo di noi non ci riguarda più, non potremo godercelo. Quindi che importanza ha? 🙂

    1. Pensa, nella prossima saga (sempre cinque volumi) affronterò proprio questo tema: "Sopravvivere al tempo" e mi chiedo se il tempo esista davvero... e se noi non siamo che di passaggio, per altri tempi e altri spazi. Sarà un thriller psicologico paranormale.

  9. Bisognerebbe riuscire a risvegliare i cuori addormentati dalla nostra strabordante superficialità. Proprio come dici nella tua poesia Rete Sociale parliamo ai riflessi di noi stessi, sugli dchermi dei telefonini. La contemporaneità penso sia sempre stata fatta di velocità, le generazioni precedenti lo dicevano dei loro tempi, noi dei nostri, a volte mi convinco che sia solo una percezione, o uno spirito del tempo anche quello. Non conoscevo la parola Zeitgeist, chissà quando potremo dargli l’identità della nostra epoca. Continuare a domandarsi come crescere ancora... lanci sempre delle sfide intelligenti. Vorrei che ti seguissero tanti ragazzi per imparare a porsi queste domande. Grazie Flavio, alla prossima.

  10. Flavio, è un piacere incommensurabile leggere questo speciale e prezioso tuo Diario,e ti ringrazio infinitamente perché ci dai la possibilità di conoscerti meglio, di condividere con noi episodi spiacevoli della tua vita,di farci partecipi delle tue scelte, di chiedere i nostri pareri, consigli. Ma soprattutto grazie per quello che riesci a trasmetterci, toccando i nostri cuori.

  11. Con le tue parole sai catturare l'attenzione di chi legge ciò che scrivi arrivando dritte al cuore e rendi tutto di facile comprensione

  12. Ciao Flavio,
    io penso che la qualità sia meglio della quantità, ma è un annoso quesito...
    Volevo dirti che ho ordinato 'L'anello di Saturno 3', ma non è ancora arrivato... lo aspetto con impazienza, sono curiosa di leggere il seguito della saga romance.
    Grazie di cuore per tutti i tuoi quid di oggi e alla prossima.

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