24 Luglio 2023

Sogno in un Borgo Medievale

In una notte magica, in un paesaggio medievale, sognavo la mia bambina, Elettra, cresciuta di colpo e diventata guidatrice impavida. Una storia d'amore tra padre e figlia, che ricorda quanto sia importante insegnare ai nostri cari a frenare oltre che correre. Un sogno prezioso da leggere.
Diario D'artista
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Sogno in un Borgo Medievale
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Era notte. Mi trovavo in un villaggio medievale, un tipico borgo italiano in salita. Provavo una strana sensazione di vuoto, come se una parte di me si fosse allontanata, come se una solitudine straziante mi stesse aspettando. Potevo sentire i grilli e i miei passi sull'asfalto. Ero io, ma apparentemente più vecchio. Era un sogno, sebbene non ne fossi consapevole. I sogni, mentre li viviamo, spesso appaiono indistinguibili dalla realtà. Dentro di me c'erano tutti i ricordi preziosi che avevo accumulato durante la mia vita - la mia infanzia, la mia famiglia.

Mentre salivo il ripido sentiero di cemento, notai un'automobile, una macchina gialla antica, quasi fuori dal tempo, con il motore acceso. Dal tubo di scarico usciva del fumo. Era sul punto di partire. Avvicinandomi, realizzai che conoscevo chi era al suo interno. Era Elettra, mia figlia. Nonostante sapessi che era cresciuta, non potevo fare a meno di pensare a lei come una bimba di sei anni. Era alla guida dell'auto. Non la potevo vedere, ma sapevo che era lì.

Il motore aumentava di giri, era pronto per partire. In quel momento, mi resi conto che ero stato io a insegnarle a guidare, che avevo dedicato la mia vita al suo futuro, che le sue mani sul volante erano il risultato delle mie scelte, del suo amore, del suo desiderio di imitarmi, di seguire il mio cammino. E proprio in quel momento, mi resi conto di non averle insegnato a frenare.

"Non partire!" gridai. Ma in questo sogno, ero muto, ero solo con i miei pensieri, il mondo non era altro che una proiezione delle mie paure più profonde. La paura di perdere il controllo, la paura della perdita.

Mentre osservavo l'auto allontanarsi rapidamente, fui sopraffatto dalla disperazione per non averle insegnato a frenare.

Mi svegliai di colpo. Era ancora notte. Ero nel letto, l'aria condizionata era accesa, a 26 gradi, un clima confortevole. Mi alzai senza svegliare nessuno e mi diressi verso la stanza di Elettra. Il suo piccolo corpo addormentato sul letto era meraviglioso. Sembrava voler occupare tutto lo spazio disponibile, con le braccia larghe, le gambe distese e la bocca aperta. Mi avvicinai per guardarla meglio. Piccolo naso, occhi chiusi, guance così lisce...

"Un giorno crescerai, un giorno te ne andrai. Ma non sarà stanotte e nemmeno domani. Prometto che ti insegnerò a correre. Ma anche a frenare."

Alla prossima pagina.

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23 commenti su “Sogno in un Borgo Medievale”

  1. Leggendo queste frasi ho pensato a te e ai tuoi scritti:
    "Le storie non appartengono soltanto a chi vi assiste o a chi le inventa, una volta raccontate appartengono a chiunque, si ripetono di bocca
    in bocca e si modificano e deformano, nulla viene raccontato due volte nella stessa forma né con le stesse parole, neppure se quello che racconta due volte è la stessa persona".
    ~ Javier Marìas ~

  2. Bellissima parole, la tua è ancora piccola, i miei sono grandi e credimi gli abbiamo insegnato anche a frenare, perché è fondamentale...

  3. Questa pagina mi ha ricordato le notti trascorse vicino al lettino di mio figlio a promettergli che avrei fatto di tutto per proteggerlo dal mondo, ora è un uomo che corre incontro al suo destino, spero solo di avergli insegnato a frenare. Grazie Flavio

  4. La tua voce fa quasi commuovere. Le emozioni che hai trasmesso attraverso la tua esperienza di "padre" sono stupende.... 😍😍✨✨❣️Complimenti👏❤️

  5. Grazie di aver condiviso questa bellissima pagina, molto emozionante e tenera, l'amore per i figli è infinito, forse il momento più brutto e quando si distaccano dai genitori, abbiamo paura di perderli, e forse la tua paura nel sogno è vederla andare via da te. Sei un papà meraviglioso ❤

  6. Questa pagina mi è piaciuta molto.
    Spero che insegnerai a tua figlia a correre e a frenare nella stessa misura. Ci sono purtroppo alcuni genitori che magari per paura ti insegnano quasi solo a frenare. Invece secondo me a volte imparare a correre fortissimo serve per imparare a saper frenare quando è necessario...
    Grazie Flavio.

  7. Ciao, Flavio,
    grazie per questo tuo 'sogno' e per averlo condiviso con noi...
    A volte, i sogni sembrano davvero così reali...
    Ai figli si vorrebbe davvero trasmettere tutto, ma si vede che voi siete degli ottimi genitori, e poi si sa 'nessuno nasce imparato', non c'è una scuola che lo insegni.
    Elettra è una bimba fortunatissima: è molto amata e questo è ciò che conta.
    See you,
    Cinzia

  8. le ansie dei genitori si somigliano ma sei un bravissimo padre e le dai tutto cio che le serve davvero toccante il sogno che esprime il tuo amore per tua figlia grazie per aver condiviso arriverderci alla prossima Flavio

  9. Bellissima pagina. E' davvero commovente. Grazie ancora per queste pagine, lette in modo straordinario. Aspetto la prossima lettura.

  10. il grande dilemma di noi genitori....le nostre paure, il mettersi sempre in discussione anche quando crediamo di aver fatto tutto ciò che è nelle nostre possibilità.
    I nostri figli così delicati, piccoli uomini e donne che un giorno spiccheranno il volo ....amore incondizionato a cui cerchiamo di dare le basi per guidare e frenare nella vita sempre con mille dubbi...
    i nostri figli....la nostra ricchezza...il nostro futuro...la nostra speranza ....un abbraccio Flavio.
    Tilde😘

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