6 Marzo 2023

La routine dell'artista

Ovvero come mi sono inventato la "tecnica della pizza" per scrivere.

L'artista dovrebbe fuggire dalla routine, dalla monotonia che rende facilmente prevedibile la vita. Dovrebbe essere alla ricerca dell'ignoto, di mondi inesplorati e avventurarsi nella foresta della vita per trovare gemme preziose da portare al villaggio. Di sera, dovrebbe raccontare delle sue meravigliose avventure ai suoi concittadini che hanno cucinato il pane, lavorato e partecipato alla collettività. Questa dovrebbe essere la funzione dell'artista: fuggire dalla routine.

Eppure, la "routine", come viene chiamata, è una parte essenziale del processo artistico. È quasi come quelle credenze antiche che ci perseguitano. Quante volte abbiamo temuto, anche solo per un momento, che fosse vero che un gatto nero che ci attraversa la strada ci avrebbe portato sfortuna? O che passare sotto una scala cambia la direzione degli eventi? La routine somiglia a questo, è un modo per richiamare una parte di sé alla vita, per riprodurre attraverso uno schema prestabilito, un canale creativo. Ognuno di noi ha una routine, non solo gli artisti. La vita ha una sua routine, dal ciclo delle stagioni al ciclo della vita e della morte.

Per quanto riguarda, in maniera concreta, il mio flusso creativo, devo dire che la risposta più attendibile è un gran “dipende”. Dipende da cosa sto scrivendo. La poesia, per esempio, è un momento fugace, che mi attraversa, come un pensiero, un intuito che subito prende forma. Ma il romanzo è una bestia diversa, ben più voluminosa, e per essere domata, richiede disciplina. “Bisogna scrivere tutti i giorni”, “Bisogna fare la struttura” “bisogna scrivere le biografie dei personaggi.” Se andate in giro a cercare consigli su internet, scoprirete prima di tutto che avete un tumore, e poi che scrivere è un mistero che nessuno ha risolto. Semplicemente perché l’arte non è un’equazione. Non è un gioco con un vincitore. É condivisione. L’arte è la storia di due anime che si incrociano, il tempo di un’emozione.

“Si Flavio, grazie, ma la tua routine?”

Allora… Quando sono in fase “scrittura creativa”, mi sveglio, faccio una partita a scacchi online per svegliare la mente, mi faccio la mia mega tazza di caffè e scrivo (a mano) senza fermarmi per un'ora e mezza, con le mie cuffie isolanti e la musica adatta al tema che devo affrontare.

Scrivo ogni giorno, 1000 parole al giorno, un’ora e mezza di creatività giornaliera è tantissimo, di più non riesco. Ma prima organizzo una struttura, anche fragile, ma che abbia la forza di mantenere alto l’interesse nello scoprire il mio mondo interiore.

E poi, nel tempo libero, organizzo le idee, collego i neuroni tra di loro ascoltando il silenzio, lascio che l’inconscio cuocia a fuoco lento le mie intuizioni.

E poi, c’è “La tecnica della pizza.” Ve la spiego in breve. Per come la vedo io, una storia è come la pasta madre della pizza. Parte da un aneddoto, da una frase, e poi, piano piano, lievita, fino a diventare, se uno è un bravo pizzaiolo, il cuore di un ristorante, di un intero mondo le ruota attorno. Quindi io cucino quella piccola frase iniziale in qualcosa che mi stupisce, in un viaggio verso delle risposte, o forse, altre domande che io non conoscevo. Quello che conta, almeno per accendere i motori, è una frase che vi colpisca, che vi intrighi, e che vi porterà chissà dove.

Nel caso del mio romanzo, la frase che mi ha provocato un sussulto è stata una frase terribile, così attuale da farmi tremare i polsi. Il viaggio che ho intrapreso per trovare le risposte, invece, mi ha portato ben al di là di ogni aspettativa…

Ma questa è un'altra storia.

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4 commenti su “La routine dell'artista”

  1. Grazie, Flavio.
    Pur essendo una persona routinaria, come tutti, ho sempre avuto paura delle abitudini. Mi mettono molta ansia, più che paura. Forse per questo mi racconto di essere una che cambia sempre schema, anche se, a conti fatti, è più che altro un raccontarmelo. Il tuo punto di vista però mi ha riappacificato con questo lato della vita.
    Come te, anche io credo che il romanzo sia una creatura dotata di due cuori, quella dello scrittore è quello del lettore.

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