Diario D'Artista
29 Febbraio 2024

#109 La fine di una storia

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#109 La fine di una storia
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Sto strutturando l'ultimo volume della saga dell'Anello di Saturno, un volume che deve chiudere tutto. In poco meno di 60.000 parole, deve risolvere l'intera trama che ho tessuto, affinché l'opera possa essere davvero conclusa. Ho intrecciato temi, tempi, luoghi, persone e motivazioni in un arazzo i cui fili, finora, sono ancora penzolanti.

"La risoluzione"...

Un concetto che sembra essere stato dimenticata in questa società in perenne disequilibrio. Ma è uno di quei passaggi di cui avremmo tanto bisogno, ma che non arriva mai.

Diceva Mamet, a proposito delle serie TV moderne, "Manca la catarsi". Manca perché la serie TV è un prodotto che vende; e secondo le leggi del capitalismo, un prodotto di successo non può essere mandato fuori produzione. A livello narrativo, la catarsi equivale a mandare fuori produzione una storia. È la fine, il momento in cui l'opera acquista un senso compiuto, geometrico; il segno che la distingue e che dà, a tutti i partecipanti alla storia, spettatore incluso, un momento di raccoglimento, di crescita. Un momento dal quale non si torna indietro e sono in pochi ad avere il coraggio di intraprendere davvero quella strada, nell'arte.

Quando si esce da una storia, si spera di essere migliori di come ci si è entrati. A questo servono le storie belle: a farci vivere esperienze, emozioni, ad aprirci le porte dei sentimenti, ma anche della mente, in modo da farceli conoscere. A farci scoprire nuove regole, nuovi aspetti dell'umanità, ad arricchirci, ma non di denaro, ma di umanità. Tuttavia, il denaro è uno dei motivi per cui la catarsi sembra essere scomparsa dal radar della narrazione. Come direbbe Don Abbondio: "Questa catarsi non s'ha da fare!". E quindi le serie TV prodotte industrialmente, con riaperture continue da parte delle major, per sfruttare e spremere fino in fondo le loro storie.

Attenzione, non è una cosa nuova. Se pensate che inizialmente le fatiche di Ercole erano dieci e poi, "magicamente", ne sono spuntate altre due, credo che anche lì ci sia stato qualcuno che ha detto: "Ehi! Ma questi episodi di Ercole sono andati benissimo, facciamone altri due!".

Io, però, sono della scuola teatrale greca: per me la catarsi è essenziale, così come la risoluzione. Anche perchè non esiste catarsi senza risoluzione. La purezza dell'emozione può emergere solo dal silenzio dopo il punto finale.

La catarsi che il lettore prova a opera finita è, in un certo senso, la risoluzione dell'opera stessa, dell'autore.

Ma cosa è davvero una risoluzione per me? Si può parlare di risoluzione, in vita? Io penso di no. Penso che il destino sia sempre dietro l'angolo e quello che noi consideriamo la fine di qualcosa, poisi rivela invece l'inizio di qualcosa altro, di ancora più grande.

E sarà proprio di questo che parlerà il mio narratore (il Destino, appunto) nella saga dell'Anello di Saturno, di cui, peraltro, ho ricevuto ieri la prima bozza di copertina, realizzata da Antonello. E più avanti ve la mostrerò.

Alla prossima pagina.

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Luca e Anna, due adolescenti inquieti, si incontrano ad Anagni nell'estate del 1995. Lui, un parigino strappato alle sue radici; lei, una ribelle che fugge dalle tradizioni locali. Scopriranno una leggenda: chi troverà l'Anello di Saturno avrà il potere di cambiare il proprio destino.
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L'Anello Di Saturno

Una saga romance fantasy, d'Amore e Destino.
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Cristina Di Bartolomeo
Cristina Di Bartolomeo
3 mesi fa

La catarsi,a mio avviso, è una bellissima ninfa che ci prende per mano e ci guida verso altri sentieri inesplorati.Senza il suo aiuto prezioso saremmo uomini stanchi e non desiderosi e curiosi dell' altro.

Isa
Isa
3 mesi fa

Grazie Flavio🎈Non riesco a scrivere la recensione su Amazon🎈La DIVINA AVVENTURA RIESCE A COINVOLGERE A LIVELLO EMOTIVO IL LETTORE🎈PENETRA NEL PROFONDO🎈AIUTA A PRENDERE IL VOLO🎈È UNA MERAVIGLIOSA TRASFIGURAZIONE SPIRITUALE 🎈ARTISTICA🎈 CI CHIAMA A RISORGERE A NUOVA VITA🎈A NUOVI PREZIOSI VALORI🎈A NUOVA DIGNITÀ🎈TUTTO SI FA SPERANZA PER CREDERE🎈GIOIRE🎈 RICEVERE E DARE AMORE🎈 Caro Flavio attendo l'uscita del nuovo testo🎈sarà una CATARSI DI GIOIA🎈OLTRE I NOSTRI OCCHI🎈Con Stima Isa

Samantha Laducara
Samantha Laducara
3 mesi fa

...il destino è il destino, il finale del libro, quindi il destino di quei personaggi, la risoluzione sarai tu a darcela, ciò che senti, che vorrai comunicarci e che farai vivere in ognuno di noi lettori. Non c'è la fine di qualcosa e l'inizio di un'altra, ma uno scambio costante di emozioni. Io la vedo così.😊

Cristiana
Cristiana
3 mesi fa

Bellissime, come sempre, le tue parole. Condivido questo pensiero : non può esserci momento in cui la vita acquista un senso compiuto e geometrico semplicemente perché è il Destino (e anche la nostra volontà) a rendere viva l' esistenza e, così, quella che sembra la fine di tante cose diventa l' inizio di altre, magari migliori.

Simona Caruso
Simona Caruso
3 mesi fa

L’arte è un evento catartico, nell’opera d’arte c’è la catarsi lo scopo ultimo come diceva Aristotele.. 💙👏

Cristina M.
Cristina M.
3 mesi fa

Buon pomeriggio Flavio! La catarsi è purificazione, è sollievo, è rigenerazione ed è il momento più alto di qualunque opera d’arte; certamente poi ognuno la vive in modo personale e soggettivo. Nel corso della vita forse non c’è una vera e propria catarsi o meglio non c’è quasi mai perché c’è sempre una sorta di attesa, di desiderio, di fare, di agire in prospettiva del raggiungimento di qualche obiettivo futuro.

Giuliana Barsanti
Giuliana Barsanti
3 mesi fa

Io amo la risoluzione. Il momento più solenne della storia, che richiede all’Autore coraggio, come dici, ma anche freddezza per non lasciarsi “travolgere”. E poi, siccome fin che si vive tutto è penultimo, dopo la risposta dell’emozione, prima per te e poi per noi lettori, ci sarà una nuova aspettativa per entrambi. La bozza di copertina mi sembra già un grande traguardo. Buona fine allora, Flavio, come per l’ultimo dell’anno. 🥰🍀

Paola
Paola
3 mesi fa

Oggi stimoli riflessioni interessanti .Concordo sul concetto di "catarsi", intesa come sensazione di liberazione e sprigionamento delle energie , emozioni e stati di animo. La purificazione emotiva di cui parla Aristotele nella sua Poetica , che avviene nel momento culminante dell'opera, in cui il pubblico ( o lettore) sperimenta quella sensazione di appagamento per la risoluzione di tutte le trame e sottotrame che culminano nel bene o nel male in un finale sorprendente . La catarsi oltre che dell'autore che dona tutto se stesso è sopratutto del lettore che ha percorso tutta la scala fino a raggiungere nel capitolo finale il culmine dell'ascesa e quella risoluzione , di cui parli come momento di riflessione e di crescita . Con la saga dobbiamo aspettare un pò ma non vedo l'ora di iniziare questo nuovo viaggio

Maria rosa fulco
Maria rosa fulco
3 mesi fa

Oggi non è facile rispondere, sai cosa ti dico:devi regalare sogni attraverso il tuo libro, in modo che ogni lettore che legga può provare distensione e serenità nella lettura.

Mariangela
Mariangela
3 mesi fa

Oggi trovo Flavio Docente che ci parla di argomento tecnico di cui non sono competente e dunque mi fermo in silenzio, in umile, rispettoso ascolto.
La perizia e la maestria che riveli, discettando della tua arte è evidente e impone per me tale atteggiamento. Come tutte le volte in cui ti sei addentrato in materia specialistica, sono ansiosa di imparare da te e ti ringrazio, considerando il tuo intervento preziosa occasione di apprendimento..
Di catarsi ho studiato al Liceo Classico, quando ci siamo approcciati alle Tragedie greche, secondo me non sufficientemente bene, forse perché più che spiegato il suo senso va captato, intuito.
Che le fiction o serie televisive continuino da un po’ , senza fine, è una realtà palese , con il motivo che tu chiaramente esprimi: le ragioni del guadagno, le leggi di mercato. E si finisce per rendere noiose e ripetitive storie che magari al loro apparire avevano intrigato molto e che hanno perduto linfa creativa per divenire solo prodotti di consumo.
Per la tua saga sono sicura troverai la strategia migliore a concluderla , certamente
senza lasciarci l’Impressione di qualcosa di incompiuto e saprai anche scegliere come meglio presentarla anche illustrandola con lil buon gusto e la fantasia che ti distinguono,Intanto rilevo la tua abilità a dispensarci, poco a poco , rari dettagli del tuo lavoro narrativo in fieri sì da stimolare la nostra curiosità e mantenere viva l’attesa. Tranquillo, Flavio, che siamo impazienti di avere tra le mani il tuo primo volume e poi gli altri che verranno…
Grazie, come sempre, buona giornata.

Mariangela

Emanuela
Emanuela
3 mesi fa

Sempre Bello leggerti, anche se alcune volte ho delle difficoltà cerco di capire di sentire di andare a leggere per aiutarmi e questo è secondo me , certo il significato della parola non è semplice però :
“L’effetto catartico sta nel voler emozionare il pubblico raccontando una storia umana fatta di domande senza risposta, di dubbi, di decisioni difficili, di amore, situazioni che fanno parte della nostra vita quotidiana e che per questo motivo ci emozionano nel vederle rappresentate sullo schermo, così come emozionavano, anche se in modo diverso, gli antichi nel vederle a teatro. Ma allo stesso tempo ci fanno riflettere, ci aiutano a trovare le risposte che anche noi stavamo cercando, ci purificano l’anima” forse ciao Flavio

Emanuela
Emanuela
3 mesi fa
Rispondi a  Flavio Parenti

Infatti ..uno Pensa e forse modifica il proprio atteggiamento e pensiero ciao Flavio

Stefania
Stefania
3 mesi fa

Ciao Flavio, il destino è sempre dietro l angolo, prenditi tutto il tempo necessario per dare un finale epico alla tua saga.Buon lavoro.

Conny Paradiso
Conny Paradiso
3 mesi fa

Ciao Flavio, ti ascolto con piacere e mi emoziono sempre perché ritrovo in te il mio pensiero!! Grazie. Buon pomeriggio.

Letizia
Letizia
3 mesi fa

È sempre meraviglioso ascoltare queste cose così interessanti!!!! Le tue storie sono affascinanti e nella mente si aprono scenari bellissimi. Un abbraccio! ❤️

Elisabetta
Elisabetta
3 mesi fa

Grazie di cuore per i tuoi scritti ed audio che trovo preziosi e,stimolano la crescita,la voglia di leggere ed invitano alla riflessione. Io amo la "catarsi" e,la risoluzione. E,tutta l'emozione che mi resta. Come quando guardo il "Paradiso delle Signore". In molte puntate resto emozionata,anche dal percorso di Tancredi ed in molte puntate piango col cuore!!!
A presto e,grazie!!

Beppe
Beppe
3 mesi fa

Ciao Flavio con la catarsi proponi un tema bello ed impegnativo. Per me catarsi è Vita, intrisa di tutto! Ne aggiungerò la risoluzione.
Grazie per queste delicate sollecitazioni
Beppe

Antonella
Antonella
3 mesi fa

Ogni cosa si trasforma, anche un finale è sempre un nuovo inizio. Bel pezzo, trepidante nel leggere tale saga.

Andrea
Andrea
3 mesi fa

Ciao Flavio. Non mi sento vicino a Mamet in questa esigenza di arrivare alla catarsi. Nella vita non c'è. Neanche la morte lo è anche se in effetti ci sembra parecchio lo sia... In letteratura mi piacciono i libri che non si chiudono. Quel pasticciaccio di via Merulana, ad esempio. O i romanzi di Kafka che girano sempre su se stessi in un eterna autocitazione. Come un anello di Moebius. L'Anello di Saturno ci regalerà veramente all'ultima pagina una risoluzione? È poi così necessario? Nelle tragedie greche si creava un tale livello di irrisolvibilita' della trama che solo il Deus ex machina poteva garantire la catarsi. Nel nostro caso il Deus ex machina sei tu. Sono proprio curioso... un saluto

Milly
Milly
3 mesi fa

Non so se vale soltanto per me, ma quando arriva il finale di un libro, un film o una serie e puntualmente rimane aperto, io ho una profonda delusione. Ho un moto di ribellione che mi fa persino scrivere agli autori😂😱 Non parliamo dei dei prequel, sequel e altre diavolerie che s'inventano. Io voglio sapere subito "come va a finire"...🥰

Anna Salvo
Anna Salvo
3 mesi fa

Io penso che ci sia una differenza sostanziale tra la serie TV e la saga di uno scrittore, chi guarda la serie si affeziona e si immedesima in un personaggio e non vuole che la storia finisca, aspetta con ansia la nuova stagione come se non potesse farne a meno, invece il lettore di una saga divora i libri in attesa della risoluzione della storia perché è ciò che si aspetta da un'opera scritta. Non vedo l'ora che esca "L'Anello di Saturno"!!!!!

Olesia Liardo
Olesia Liardo
3 mesi fa

Anche io relativamente alla risoluzione la penso come gli antichi greci .... è il nostro fato a decidere e qualvolta a noi sembra essere già concluso un qualcosa,una soluzione....ecco che dietro l'angolo arriva un evento nuovo, imprevisto.
Un abbraccio Flavio,alla prossima

CINZIA DELLO SPEDALE
CINZIA DELLO SPEDALE
3 mesi fa

Ciao Flavio,
oggi si va sul "tecnico"...
Sono felice che tu sia alla stesura del tuo quinto volume e curiosa di vedere questa prima bozza di copertina...
Alla prossima.

Alessandra Ricci
Alessandra Ricci
3 mesi fa

Condivido pienamente quanto scritto da te sulla catarsi. Risoluzione. Vero che il Destino alla fine avrà sempre l'ultima parola. La tua scrittura va sempre approfondita,per l'argomento particolarissimo. Sempre complimenti GRANDE FLAVIO

Charlotte
Charlotte
3 mesi fa

The moment of silence, when the book sinks and the view rises. Something emerges, comes to us as if from a hiding place of words. A shared jump from a created cliff to fly over life and see everything in a new way. An unparalleled opportunity. And the echoes will accompany us.

Erikà Sommaruga
Erikà Sommaruga
3 mesi fa

La Grecia è la mia seconda casa,
Ascoltando Demis Roussos,
Mangiando, Spanacopitas,
Dove nasce il Teatro.
Un isola di eternità. Solo per noi.

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2024
 Flavio Parenti. Tutti diritti riservati.
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