Diario D'Artista
18 Aprile 2024

L'Anello Di Saturno - Cap. 1

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L'Anello Di Saturno - Cap. 1
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Ogni storia d’amore è un caos incantevole che si innalza sopra l’ordine predestinato. 

Permettimi, caro lettore, di presentarmi: sono il Destino.

In un’epoca lontana, antecedente l’esistenza di questa realtà, avevo ordinato l’universo in un regno di calma e pace. Dopo molteplici eternità, ero finalmente riuscito a organizzare gli elementi primordiali e a relegare il caos a un lontano ricordo. Tutto, nel mio mondo, era come lo desideravo: chiaro, lineare.

Esausto, ma soddisfatto per aver completato il mio compito, cedetti ‒ solo per un istante ‒ al pensiero del riposo. Fu in quel momento che l’Amore, mia eterna nemesi, fonte di disordine e imprevedibilità, colse l’opportunità per distruggere la mia impresa.

L’Amore sedusse gli elementi primordiali, imbevendoli di un magnetismo travolgente. Il loro contatto generò una scintilla che provocò l’esplosione delle esplosioni. Quello che tu, caro lettore, chiami il “Big Bang”, il ritorno al caos.

Da allora, lavoro incessantemente per restaurare l’ordine, ricucendo con fatica le trame del tempo e dello spazio, annodate e intrecciate a causa dell’Amore.

Tuttavia, devi sapere che poche storie causarono più scompiglio di quella che sto per narrarti: la storia di Luca e Anna.

Luca e Anna... due nomi che potrebbero sembrare comuni in un mondo di miliardi di altri nomi. Ma le loro anime erano imbevute della stessa essenza d’amore che sedusse gli elementi: un amore puro, l’amore dell’inizio dei tempi.

Ancora inconsapevoli, ignari l’uno dell’altra, Luca e Anna erano già inseparabili. Come due magneti carichi di eros, la loro vicenda sembrava già scritta: destinati a scatenare, nel momento in cui si sarebbero amati, un caos devastante nelle mie trame.

***

Il 13 agosto del 1995, nel quattordicesimo arrondissement di Parigi, una Citroën di colore giallo ocra era pronta a partire. Carica fino all’inverosimile, i bagagli di cuoio occupavano persino i posti posteriori. Tra le valigie, un ragazzino magro dalle spalle larghe, con gli occhiali spessi, era immerso nel suo Game Boy.

Luca Colonna, sedici anni, esperto di Tetris e di solitudine, giocava senza lanciare nemmeno uno sguardo alla città che fino a poco prima aveva chiamato “casa”. Le strade di Parigi erano ancora fresche di mattino, e fuori dall’abitacolo regnava un’allegra confusione, in netto contrasto con la sua anima spenta. Non era una vacanza, quella che l’attendeva, bensì un viaggio senza ritorno, l’ennesimo addio a tutto ciò che conosceva, il tredicesimo, per l’esattezza. Luca si sentiva come una pianta sradicata troppe volte, costretta a rifugiarsi nella solitudine per trovare un po’ di pace.

Alberto, il padre, quarantotto anni, era alto e robusto, con un folto baffo e capelli ricci. Quando parlava emanava un entusiasmo contagioso. Depositò l’ultima valigia, contenente il suo telescopio, sul tetto della Citroën e assicurò le robuste cinghie elastiche. «Si parte!» esclamò dando un colpo al camion dei traslochi parcheggiato davanti.

«Luca, hai preso tutto?» chiese Jane, la madre, quarantasette anni portati con eleganza. Capelli corti, sguardo di ghiaccio, era il motore sempre attivo della famiglia. Dopo aver gettato la Camel consumata sul marciapiede, la schiacciò sotto il suo stivale di coccodrillo e attese una risposta. Luca, troppo assorto nel tentativo di incastrare il pezzo a forma di “I” per fare Tetris, non rispose.

Alberto picchiettò con l’indice sul finestrino: «Luca, quando tua mamma ti parla sei pregato di rispondere».

«Sì, mamma, ho preso tutto», rispose il ragazzo senza distogliere lo sguardo dal gioco. Non aveva molto da portare con sé, il povero Luca, così abituato a partire da aver ridotto la sua vita in uno zaino. Non aveva nemmeno salutato Julien, il suo “migliore” amico, incontrato solo sei mesi prima. Luca conosceva gli addii fin troppo bene. Le lacrime ormai gli pesavano ed era stanco di quella tristezza, stanco persino di essere stanco. Lo aveva capito al sesto trasloco: meglio andare via senza dire nulla, si soffre meno.

Alberto avviò il motore mentre Jane, accendendosi un’altra Camel, riempiva l’abitacolo di fumo.

«Mamma, puoi aprire il finestrino per favore? Non mi piace l’odore», chiese Luca.

Jane, con un gesto nervoso, girò la manopola più volte finché l’aria di Parigi non sfiorò i suoi capelli corti. Guardò con lieve tristezza i monumenti scorrere, la sua vita. In quella città aveva vissuto il ’68, le proteste, le occupazioni studentesche, guidata da quel suo insegnante di matematica poi divenuto un noto politico.

Jane era una di quelle donne che indossavano i pantaloni quando tutte le altre preferivano le minigonne e guidava motociclette mentre le sue amiche cercavano un marito. Poi, invece, fu lei la prima a cadere vittima dell’Amore – con Alberto. E ora stava lasciando tutto per lui.

I bagagli sopra la sua testa, pieni di sogni, celavano il futuro di Alberto, talentuoso fisico teorico. Aveva ricevuto un promettente impiego al CNR di Roma, e Jane aveva accettato, non senza remore, di trasferirsi in Italia con l’uomo che aveva conquistato il suo cuore. Parlava un italiano perfetto, caratterizzato da una “erre moscia” e piccoli errori che sperava correggere presto, grazie alla lettura delle opere di Pavese.

Guardò suo figlio: era così solo, così fragile... poi posò la mano sul ginocchio di Alberto, concentrato alla guida.

Alberto le sorrise. Quanto la amava.

Jane estrasse una cassetta bianca dal portaguanti e la inserì nella radio. Pink Floyd. Propose poi di fermarsi al McDonald’s: «Luca, ti va? Ce n’è uno sull’autostrada».

Luca, senza distogliere lo sguardo dal gioco ‒ al livello nove non ce lo si può più permettere ‒ fece un piccolo cenno di assenso con la testa, sufficiente a fargli sbagliare il posizionamento di uno dei blocchi. «Merda...» mormorò sottovoce.

***

«Dormiremo dai nonni», dichiarò Alberto, con le mani stanche sul volante, mentre la Torre di Pisa iniziava a delinearsi all’orizzonte.

Luca, perennemente immerso nel suo mondo di pixel, aveva già esaurito due dei tre pacchetti di batterie che Jane gli aveva comprato. Non desiderava altro che giocare, per dimenticare ricordi troppo dolorosi, zeppi di amici di cui possedeva solo nomi e indirizzi per mandare loro la solita cartolina che sarebbe stata, come sempre, presto scordata.

Man mano che il tempo passava, Luca sperava che, in questo modo, potesse ritrovare quella felicità perduta. A volte si chiedeva se la sua vita fosse reale o solo frutto dell’immaginazione, come le storie nei libri che leggeva.

***

La casa dei nonni era intrisa di tipicità italiana: una villetta bifamiliare sul litorale toscano, che emanava un profumo antico. Il nonno era falegname, ristoratore, inventore e pittore: un uomo dalle mille risorse. La nonna, una donna paziente e gentile, era sarta e confezionava confetti per i matrimoni. Entrambi erano sopravvissuti alla guerra e avevano contribuito a ricostruire il paese con fatica e sudore.

Luca salì le scale di graniglia e, arrivato nel corridoio buio del secondo piano, notò vicino alla cornetta del telefono, sul mobiletto, il disegno che aveva realizzato l’ultima volta che era stato lì in vacanza. Era tra quelle mura che aveva perfezionato il suo italiano, immerso tra pinete e castagnaccio.

Prese la piccola cornice dorata in cui era stato inserito il suo disegno. Si distinguevano chiaramente gli occhi della nonna, di colore diverso: uno verde, l’altro marrone. Sopra, appeso al muro bianco, c’era un quadro che Luca aveva sempre interpretato come un animale fantastico: una strana figura rosa avvolta in un fondo nero.

Ma in quel momento, un evento straordinario accadde: la sua percezione del mondo si ribaltò. Per la prima volta, si rese conto che il quadro non raffigurava un animale magico ma una rosa e i suoi petali. Per anni aveva creduto che il nonno avesse dipinto una creatura fantastica, avvolta nelle tenebre e sorridente come la Gioconda, ma in realtà era solo una rosa, ordinaria e splendida.

Spesso, caro lettore, la forma delle cose inganna gli occhi di chi osserva. Ed è solo quando il caos si fa ordine che finalmente emerge la verità, e si è un passo più vicini alla pace.

«Ho preparato le lasagne, sei contento?» chiese il nonno a Luca, dando un colpetto al divano scamosciato del salone. «Siediti, devo dirti una cosa.»

Luca, ragazzo tanto intelligente quanto educato, ebbe la premura di spegnere il suo Game Boy, non solo per rispetto verso il nonno ma anche perché le batterie stavano esaurendosi e non poteva permettersi di rimanere senza. Così, ascoltò.

Il nonno parlò piano, con calore e accento toscano: «Devi essere buono con la nonna. Ha avuto un’operazione, le hanno tolto il seno. Non è una cosa facile per una donna, sai?». Questo era il nonno, un uomo d’altri tempi, sì, ma sensibile e moderno, sempre attento agli altri.

La mattina seguente, Luca e i suoi genitori ripresero la macchina. Si sarebbero rivisti a Natale, tra regali e presepi, durante una cena luculliana a base di pane sciocco, crostini ai funghi, lasagne, agnello con patate, tiramisù, caffè e ammazzacaffè.

Si sarebbero rivisti, caro lettore, se non fossi stato costretto a far succedere quello che successe.

***

L’autostrada era deserta, in quel giorno di Ferragosto, quando in Italia le strade rimangono spesso vuote.

«Manca poco», commentò Alberto, innestando la quinta. «Siamo quasi arrivati.» E, accendendo la freccia destra, si diresse verso Anagni.

Luca non notò il cartello blu con scritta bianca, era troppo immerso nel suo Game Boy, doveva finire prima che la spia rossa della batteria si spegnesse definitivamente. Sapeva che Tetris aveva una fine e, sebbene non conoscesse nessuno che fosse riuscito a raggiungerla, sperava di essere lui quello fortunato.

La spia del Game Boy si spense e Luca alzò gli occhi. Il sole picchiava sulla terra brulla delle verdi colline ciociare mentre la Citroën giallo ocra entrava nel viale alberato che conduceva ad Anagni.

Erano le 12:23 di giovedì 15 agosto 1995 quando Luca Colonna, finalmente, arrivò nella sua nuova città.

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Luca e Anna, due adolescenti inquieti, si incontrano ad Anagni nell'estate del 1995. Lui, un parigino strappato alle sue radici; lei, una ribelle che fugge dalle tradizioni locali. Scopriranno una leggenda: chi troverà l'Anello di Saturno avrà il potere di cambiare il proprio destino.
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L'Anello Di Saturno

Una saga romance fantasy, d'Amore e Destino.
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Annamaria
Annamaria
1 mese fa

Molto interessante ma adesso voglio leggere subito i prossimi capitoli

Antonia
Antonia
1 mese fa

È molto scorrevole la lettura mi prende, grazie attendo il secondo capitolo. Bravo scrittore e bravo attore

Belu
Belu
1 mese fa

Súbito il 2do!, belle descrizioni
Sono di BS. As
Grazie.

Anna
Anna
1 mese fa

Attendo prossimo capitolo...grazie per questa bella iniziativa

Federica
Federica
1 mese fa

Mi piace come scrive. Lineare, piacevole. Grazie, attendo il secondo capitolo. E poi abito a Pisa e frequento il litorale pisano. Ho rivisto un po’ il contesto.

Patrizia Massimelli
Patrizia Massimelli
1 mese fa

Mi piace molto...attendo il capitolo successivo! Grazie

Dorotea
Dorotea
1 mese fa

Mi piace......

Marilena
Marilena
1 mese fa

Mi piace molto sono ansiosa di leggere il secondo capitolo.Grazie per questo regalo comprero'il libro

Sonia
Sonia
1 mese fa

Mi piace mi piace molto. Complimenti sinceri di ❤

Elvira Cessari
Elvira Cessari
1 mese fa

Mi sta piacendo moltissimo

Alda Vogado
Alda Vogado
1 mese fa

Sono portoghese, sto imparando l' italiano perché mi piace molto lá lingua e quest's Anno voglio visitare l' Italia. Ho adorato IL primo capitolo e aspetto con ansia IL sucessivo.
Grazie mille

Marialina
Marialina
1 mese fa

Grazie Sr Flavio ,la sua voce a il tono perfetto e anche il tempo giusto di ogni frase e bellisimo sentire il racconto dal propio autore del libro

Caterina
Caterina
1 mese fa

Me ha gustado mucho escucharte mientras voy leyendo. Así mejoraré mi italiano. Gracias!

Vanda
Vanda
1 mese fa

Grazie ..chissà cosa succederá a Luca. È molto giovane come protagonista ....

Giovanna
Giovanna
1 mese fa

Grazie infinitamente grazie questo racconto mi sta appassionando sempre di piu.....aspetto con trepidazione il seguito
Cordialmente Giovanna

Ida Alimena
Ida Alimena
1 mese fa

Complimenti!!!

Simona Caruso
Simona Caruso
1 mese fa

💚💚👏👏

Ornella
Ornella
1 mese fa

Ho letto per ora una parte del primo capitolo. Fin qui mi piace

Isa
Isa
2 mesi fa

Grazie Flavio🎊La tua mano sulla pagina vola🎊avvicina parole🎊desideri🎊alte ispirazioni🎊battiti squisiti🎊illustra un sognare palpitante🎊Tu vivi 🎊nel profondo spazio 🎊della rosa🎊 che brilla🎊Con affetto 🎊Isa🎊🎊🎊🎊🎊

Franca Cotti
Franca Cotti
2 mesi fa

Incantevole!!! Che emozione!!!! Non vedo l'ora di leggerlo...Grazieeee Flavio!!!

Brena Ramony
Brena Ramony
2 mesi fa

splendido, un vero incanto.

Adriana
Adriana
2 mesi fa

Ciao Flavio mi piace il primo capitolo......Luca deve essere un ragazzo. .abbastanza triste x aver lasciato i suoi amici....stare tutto il tempo sul Game boy..è stato un po come non voler parlare con i genitori...era più interessante il gioco ...che guardare i luoghi durante il viaggio....è già stato bravo con i nonni......è una storia che rispecchia tanto i giovani d oggi ..con il loro cellulare..sembra che esista solo quello.....e non si parlano più..solo tramite sms.. ..aspetto l altro capitolo....sembra interessante la storia....grazie Flavio..buona serata

Maria
Maria
2 mesi fa

Eccomi qua'! Ciao a te Flavio. Ti faccio giusto una domanda: Sei figlio unico vero? o mi sbaglio! tu sei nato a Parigi! giusto, e quindi da come narri nel tuo libro, non è altro che, la tua storia reale da quando tu sei nato, se poi mi sbaglio, ahimè! mi zittisco. L' inizio di questo libro, purtroppo a me non piace tanto, hai citato come al solito " la perfezione " ma la perfezione non esiste. Sei stato molto bravo, hai fatto un bel lavoro comunque, la tua storia è molto intrigante, e fantasiosa, lo spero ( ma come hai citato sopra, non credo, perché non è frutto di un immaginazione). In questo libro dici: io sono il destino), bè non dirò più nulla, 😁😁 se no potrei rovinare qualcosa? chi sa !!! Aspettiamo di leggerlo tutto.
Ti lascio i miei saluti, e al prossimo Lunedì. Ciao una buona Domenica. 🤗❤️

Laura Duval
Laura Duval
2 mesi fa

Ciao Flavio! Mi è piasciuto molto il prino capitolo. Ringrazio a te e a la tecnología, la posibilità di potere conoscere un pò di questa bella lingua. Ci sentiamo nel prossimo capitolo.

Andrea
Andrea
2 mesi fa

È vero, lo avevi scritto.. Ne sarà stato felice. Sto facendo pubblicità per altre iscrizioni al sito. Merita. Buon fine settimana!

Delia
Delia
2 mesi fa

Ho ascoltato la narrazione e direi che lascia nel lettore il desiderio di sapere cosa succederà dopo. Ottimo per uno scrittore. Come persona, se mi posso permettere, Flavio sembra una individuo desideroso di dirigere la sua vita con metodicita'. Alla ricerca di un ordine che dà un dolce senso di pace ma, basta una leggera distrazione e tutto ti travolge, dando quel tocco di peperoncino che rende la vita stessa, un meravigliosa avventura da affrontare.

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2024
 Flavio Parenti. Tutti diritti riservati.
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