31 Agosto 2023

Quanto conta la disciplina nell'arte?

Disciplina è una parola che spesso associamo ai militari, alle righe perfette e alla severità delle maestre d'altri tempi. Ma è anche una parola intrisa di arte: disciplina mentale ed emotiva sono necessarie per creare le proprie opere. Oggi esploriamo l'importanza della disciplina dello scrittore, come sia una terapia per auto-scoprirsi e come non sia mai stato così importante comunicare le sfumature emotive.
Diario D'artista
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Quanto conta la disciplina nell'arte?
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Spesso, quando si parla di disciplina, si pensa ai militari, alle righe perfette, ai movimenti sincronizzati dell'armata rossa, alle severe bacchettate dei maestri degli anni 50.

Pochi, credo, quando sentono la parola "disciplina" pensano all'arte.

Eppure, l'arte richiede una grande disciplina. E non solo formale, ma anche mentale, emotiva. Ci vuole tempra per scavare dentro sé stessi e mostrare quello che abbiamo trovato agli altri. Quel "folle coraggio" di cui parlo spesso. Ogni arte ha la sua specifica disciplina. Per esempio, i cantanti fanno le scale, i ballerini la barra, gli attori leggono, parlano, allenano la parola.

E gli scrittori?

Gli scrittori scrivono. La disciplina dello scrittore è relativamente semplice. Ogni giorno, bisogna scrivere. Non importa se scrive un libro, oppure un diario o una poesia, l'importante è che le dita volino sulla tastiera! L'immaginazione è come un cavallo selvaggio, come Spirit nelle colline statunitensi. La libertà di viaggiare, di cavalcare l'erba, l'affrancamento dalla paura di esprimersi, si ottiene perdurando nell'esercizio.

Alcuni giorni fa mi chiedevo se valesse davvero la pena continuare a produrre due episodi a settimana del Diario. Ognuno di essi mi richiede un grande lavoro. Sia di scrittura che poi di registrazione, montaggio, etc…

Ne parlai con una ragazza scrittrice conosciuta su Instagram. E Le espressi questa mia incertezza. Lei mi disse che per lei il diario era diventato un appuntamento importante. Che lo aspettava con ansia. E che quando riceveva l'email con l'articolo, si ritagliava un momento speciale durante la giornata, si faceva una tisana e mi ascoltava in cuffia.

Devo ammettere che questo suo messaggio mi ha scaldato il cuore. Scrivere non è come essere a teatro, non ci sono gli applausi a fine spettacolo. Però ci sono i commenti, e grazie ai Social, a volte, quando la disciplina cede, il sostegno arriva da voi. E questo è davvero bello.

Insomma, continuerò, con disciplina, a scrivere il diario. Ma soprattutto sono arrivato alla conclusione che in fondo io non scrivo questo diario solo per voi. Ma pure per me stesso. Il diario serve, quasi come in una terapia, a scoprirmi, a sublimare le mie paure insieme a voi, attraverso un processo creativo, artistico.

Ogni pagina è una fotografia del mio spirito, che poi condivido con voi, provando a renderla il più interessante possibile, affinando la mia tecnica di scrittore e di attore.

In una società dominata dai video di 15 secondi, da messaggi fatti di emoji, da una comunicazione tanto dura quanto superficiale, penso che sia importante ritagliarsi un momento per andare a fondo, per racchiudersi in un pensiero, in un'emozione che non sia solo fatta di dopamina, di paura o di sesso.

Esistono le sfumature, e sono meravigliose. Dobbiamo accarezzare l'anima e mostrare a coloro che si sono dimenticati cosa significa, che è bello, che farlo ci permette di conoscerci e di diventare più forti.

Un articolo che ho letto alcuni mesi fa mi ha scioccato. Vi lascio il link se parlate l'inglese. In sostanza dice che circa 5-7 persone su 10 NON hanno un dialogo interiore.

Non ci potevo credere. Faccio ancora fatica a crederci. Possibile che così tante persone abbiano dentro solo il silenzio? Possibile che mentre camminano per strada siano assorti dal mondo e non dai loro pensieri? Non so se augurarmelo o no. Io non riesco a fermare i miei  pensieri, le idee. Non penso nemmeno di volerlo. Ma chissà, forse il silenzio è il segreto della felicità…

Voi che ne pensate? Ci credete a questa teoria che la maggioranza delle persone non ha un dialogo interiore?

Alla prossima pagina.

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38 commenti su “Quanto conta la disciplina nell'arte?”

  1. Bellissima anche questa pagina dedicata alla parola "disciplina"... Che cmq significa anche avere costanza e perseverare come te nella scrittura del tuo diario... Anche io sono d'accordo con la ragazza scrittrice... 😍😍👏👏✨✨💙E penso che oggi molte persone abbiano il vuoto dentro e il silenzio..dovuto forse dal momento o dalla società in cui viviamo... Corpi che si trasportano e non si interrogano mai... Ciao❣️❣️❣️😍

  2. Sono contenta che continuerai a scrivere questo diario, ormai per me è diventato un appuntamento fisso.
    Si, io credo che l'arte abbia bisogno della sua disciplina.
    Non potrei immaginare di vivere senza avere un costante dialogo interiore, pensare prima di agire mi ha salvato mille volte.
    Grazie per questa pagina! ☺️

  3. Buongiorno, Flávio.Ho commentato nell’apposito sito questa tua pagina di diario , ma per i problemi tecnici che già ti ho esposto ho trovato difficoltà nel pubblicare con il risultato di averlo pubblicato doppio. Vorrei cancellare la seconda versione del commento stesso ma non ne sono capace. Mi scuso per l’involontario errore e ti ringrazio.
    Mariangela

    1. Grazie.Mi dispiace. Subito mi si diceva che l’avevo già pubblicato e non era vero. Poi è rimasto doppio.

  4. Certo che occorre disciplina per l’arte e quindi per la scrittura che presuppone esercizio e abitudine, dal momento che la creatività , parente di spontaneità e fantasia, deve essere organizzata ed ordinata secondo un progetto. In modo tale che l’espressione, lo stile stesso, se ne giovano divenendo piu fluidi e accattivanti.
    Riguardo alla eventualità di assenza di abitudine al dialogo interiore dei più non mi pronuncio , anche se il sistema in cui viviamo ci immerge in banalità e urgenze
    non predisponenti. Considerando poi le problematiche di vita di molti , perfino il dialogo interiore può essere oggi privilegio.
    Buongiorno, Flavio. Anch’io aspetto i due giorni di diario come appuntamenti da non perdere e spero sempre di trovarli… Grazie. Mariangela

  5. Non puoi immaginare quanto faccia bene alla mia anima leggere il tuo diario due volte a settimana, ogni volta mi chiedo come un artista che non ho mai conosciuto possa essermi vicino come solo un amico è in grado di fare, sì perché mi racconti di te, mi offri i tuoi pensieri, mi fai riflettere. La risposta alla domanda che fai è no, non riuscirei mai a silenziare il mio cuore, la mia mente, ho bisogno di parlare con me stessa, di farmi domande e cercare risposte. Grazie, a lunedì.

  6. Le parole del suo diario e le immagini del paesaggio sono molto stimolanti.
    E quando lo leggi ad alta voce con la sua bella voce, riesco a capire i suoi pensieri anche se non sono brava in italiano. "E guardo indietro a me stesso."
    È importante e lo apprezzo perché non ho molte persone con cui parlare.
    Grazie, Flavio ‼︎

  7. La disciplina è fondamentale per tutto, ma soprattutto nell’Arte, dove penso diventi autodisciplina (anche più difficile) come credo stia facendo tu, a partire da questo Diario. Lo scrittore, forse, deve perfino disciplinare (controllare/dosare) le emozioni. Cechov mi sembra dicesse che quando si scrive bisogna essere freddi, può darsi che intendesse questo. Il dialogo interiore mi sembra la prima disciplina di vita per tutti, e anche se mi sbalordisce apprendere di questa sua elevata percentuale di assenza, guardandomi intorno, tendo a crederci. Dialogare con sè stessi per me è mettere a fuoco le idee, anzi, io spesso porto i pensieri a viva voce, mi semplifica il ragionamento, le risposte, le domande, le autocritiche, che fanno un po’ male ma, senza macerarsi, servono. Questo tuo Diario lo ritengo un’occasione di riflessione preziosa, un dono generoso e anche un po’ rivoluzionario, sì, perché oggi, parlare di valori umani, di anima è un argomento davvero rivoluzionario. Grazie Flavio !

  8. La maggioranza delle persone sono assenti interiormente , sono troppo proiettati all'esterno di se' stessi in un mondo materiale immersi nei propri problemi in un mondo caotico e stressante , non si comunica e non ci si conosce..... Il linguaggio dell'anima si esprime nella bellezza, nei sentimenti profondi del ns mondo interiore , nell'essere e non nell'avere.....Per saper vivere creativamente bisogna parlare con il cuore , viaggiare con la mente e ascoltare con l'anima. .......... Grazie delle tue riflessioni che ci doni molto profonde del tuo mondo interiore !!
    ......

  9. Credo che "conoscerci" dentro sia importante, anche per essere coscienti dei nostri limiti e delle nostre necessità. È, per me, il punto da cui partire per vivere e relazionarci col mondo che ci circonda. Grazie! per l'impegno con cui porti avanti il tuo diario, ci spinge a fermarci a riflettere, anche perché i tuoi pensieri sono applicabili nella vita di tutti.

  10. Il dialogo interiore è importante, ci aiuta a capire quali sono i nostri punti di forza e quali le debolezze da rafforzare, gli angoli da smussare. Grazie per tutti gli spunti di riflessione che ci regali.

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