17 Aprile 2023

Il potere del desiderio e della speranza: verità o illusione?

quanto conta il potere del desiderio e della speranza. Si dice che visualizzare ciò che si vuole diventare possa trasformare il desiderio in realtà? Ma è davvero così? Leggi di più.

Il potere del desiderio e della speranza. Innumerevoli autori hanno scritto sulla forza della volontà e sulla capacità di "visualizzare" ciò che si vuole diventare per realizzarlo. Questo concetto, affine alla filosofia buddista, ha origini molto lontane. Uno dei primi libri a trattare tale argomento è il celebre "Think and Grow Rich" di Napoleon Hill, scritto nel 1937 su commissione di un filantropo curioso di scoprire il denominatore comune dei grandi magnati dell'epoca. La conclusione dell'autore è che chi ha successo vive come se lo avesse già ottenuto, come se la profonda convinzione fosse la chiave per trasformare il desiderio in realtà.

Da qui nasce il primo libro di auto-miglioramento della storia, che divenne un successo editoriale e generò numerosi seguaci di questa filosofia. Negli anni '80, il famoso "The Secret" con il suo mantra "visualizza ciò che desideri per ottenerlo", e oggi la "fisica" quantistica (tra virgolette perché di fisica ce n'è ben poco), secondo la quale la nostra volontà influisce sulla realtà.

Ma è veramente così? Sono davvero i nostri sogni il motore della nostra felicità? Personalmente, sono scettico riguardo a quest'approccio semplificato e viziato, dove tutto ciò che desideriamo può essere ottenuto. Nella Divina Avventura, questo tema viene esplorato nei suoi meandri più oscuri, proprio perché volevo comprendere e scoprire fin dove potesse condurre il desiderio ostinato.

Il grande regista Mario Monicelli sosteneva che "La speranza è una trappola". In parte, sono d'accordo con lui: la speranza può bloccare il pensiero e renderlo immobile. Il desiderio di ottenere qualcosa può intrappolarci in quello che fu chiamato, nelle scienze cognitive, "effetto gelo", ovvero la difficoltà o l'impossibilità di rimettere in discussione una scelta fatta. Questo fenomeno fu teorizzato per la prima volta in un trattato di psicologia sociale scritto da Robert-Vincent Joule, "Piccolo Trattato di Manipolazione ad Uso degli Onesti", che consiglio vivamente.

In pratica, c'è il rischio che, desiderando troppo qualcosa, perdiamo di vista le opportunità e gli imprevisti che potrebbero allontanarci dal nostro obiettivo, ma avvicinarci forse alla felicità. L'idea che bisogna seguire i propri desideri per essere felici è fuorviante, perché non è detto che una persona sappia davvero cosa la renda felice, a meno che non abbia passato la vita intera a scoprire tutto ciò che il mondo offre. Difatti, come possiamo sapere che cucinare tailandese ci piace, se non abbiamo mai cucinato o mangiato cibo tailandese?

Racconterò un aneddoto interessante riguardante la mitologia greca, il mito di Pandora. Pandora fu la moglie di Epimeteo, fratello di Prometeo (colui che rubò il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini, da lui stesso creati). Zeus, per vendicarsi, non solo condannò Prometeo a essere incatenato a una rupe, dove un'aquila gli divorava il fegato ogni giorno per poi rigenerarsi (una personcina a modo, questo Zeus), ma si vendicò anche del fratello, creando Pandora, una donna bellissima ma curiosa, e dandola in sposa a Epimeteo, che incredulo per l'opportunità datagli, la sposò con gioia.

Come dono di nozze, Zeus diede loro un vaso con la ferma regola di non aprirlo mai. Ma non appena Epimeteo lasciò la casa, Pandora, curiosa, aprì il vaso. Improvvisamente, tutti i mali del mondo uscirono dal vaso: malattie, guerra, sofferenza e altre disgrazie. Tuttavia, un elemento positivo rimase nel vaso dopo la fuga di tutti gli altri mali: la speranza. Questo simboleggia l'idea che, nonostante tutte le difficoltà e sofferenze che l'umanità affronta, la speranza persiste e ci dà la forza di continuare e superare le avversità.

Ma se il vaso conteneva davvero tutti i mali del mondo, e la speranza fu l'ultimo elemento rimasto al suo interno, non è che la speranza fosse il male peggiore di tutti? Perché, come diceva Monicelli, la speranza ci intrappola nell'accettazione.

Voi cosa ne pensate? Cos'è la speranza per voi? Quanto contano i desideri?

Alla prossima pagina.

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33 commenti su “Il potere del desiderio e della speranza: verità o illusione?”

  1. Io vivo ogni istante e non sono speranzosa....non vi è speranza in me alcuna....nel mentre che vivo tutto si rivela sia nel bene che nel male....posso desiderare e si certo forse sperare un bene globale ed amorevole nel cuore di ogni essere vivente....ma non ho speranze singole rivolte a me medesima ....ora è....ora sono....solo in questo momento....sperare è qualcosa che va avanti un non vissuto un non esistere ancora, quindi potrebbe deviare e non farmi assaporare il qui e adesso....

    Grazie di cuore Anima bella!

    🌹🙏

  2. Mi piace ascoltarti mentre mi rilassa mentre mi urta. La speranza è quella cosa o chi che desideri ardentemente ma fai in tempo a morire che non si realizzerà mai😭

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