Diario D'Artista
16 Novembre 2023

#081 L'inverno e le stagioni dell'anima

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#081 L'inverno e le stagioni dell'anima
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Siamo animali stagionali. Fino a pochi anni fa, cinquemila, circa, noi uomini sapiens, eravamo schiavi della migrazione, ci spostavamo, da landa a landa, navigavamo la terra con la forza dei nostri piedi, in piccole tribù nomadi, alla ricerca dell'eterna primavera.

Le stagioni sono dentro di noi, sono parte di noi, della vita. É come se la stagionalità fosse una manifestazione del decorso naturale di un'opera d'arte.

Pensateci. Tutto nasce con la primavera, lo sbocciare dei fiori, il nascere dei profumi, la nascita di un amore, di un incontro, della magia.

In estate poi, tutto si scalda, l'amore diventa eros, il conflitto battaglia, la potenza del sole accende la vita, ma la brucia, l'intensità della luce che non solo fa esplodere la natura, ma la punisce.

E poi, dopo che l'intensità del sentire si spegne, le lente vibrazioni dell'autunno emergono dentro di noi. I pensieri sull'estate vissuta, la percezione di qualcosa dentro di noi, l'autunno della vita, l'esistenzialismo, l'umanesimo.

Infine, ed è proprio il caso di dirlo, arriva l'inverno. Quello che a breve incontreremo anche noi. Un momento dove il freddo ferma la natura, i pensieri. Un momento in cui tutto rallenta, in cui la dolce neve degli anni, che cade sui capelli d'argento, ovatta il rumore del mondo, e ci culla, verso l'eterno dormire.

Ma ecco che, sotto la coltre di freddo, di bruma e di neve, un bocciolo è ancora vivo. Non solo, è proprio grazie a questo freddo che è riuscito ad accumulare le energie per sbucare fuori, per tornare a vivere! La primavera è tornata! E tornerà sempre. Noi siamo la vita, e la nostra anima, persino il nostro ciclo artistico, trova in questi quattro movimenti un ordine, un senso.

Ognuno di noi è un vettore autonomo, che si muove, certo, tra le stagioni del mondo, ma che ha, dentro di sé, quelle che chiamo le stagioni dell'anima. E a volte, anzi, il più delle volte, queste stagioni discostano da quelle della natura.

In questi cinquemila anni ci siamo evoluti, abbiamo cominciato a coltivare, siamo diventati sedentari, abbiamo costruito strumenti per creare società sempre più stanziali e forti, e il nostro orizzonte degli eventi (cioè la nostra capacità di vedere il futuro) si è espansa oltre la velocità della luce. Sappiamo addirittura quando andare via dal sistema solare prima che il sole ci inghiotta tutti diventando una gigante rossa (per vostra informazione, sono circa cinque miliardi di anni nel futuro, quindi c'è tempo).

Insomma, siamo diventati autonomi dalla natura, ma ci portiamo ancora dentro questi movimenti atavici, questo sentire il ciclo della vita. Soprattutto chi vive in città (io per primo) non si rende davvero conto di quanto la natura cambi con le stagioni. Abbiamo il condizionatore, i termosifoni, la televisione, internet, la realtà virtuale. Tutte cose che ci permettono di fuggire dal presente, dal momento, dalla finestra sul mondo, quella vera, quella che avete accanto, quella fatta di vetro.

Ogni volta che vado dai miei genitori, in campagna, mi rendo conto di quanto sia importante il contatto con la natura, non tanto per una questione etico-filosofica, morale o politica, no. Per una questione umanista, animista, oserei dire.

Stare a contatto con le stagioni, sentirsi abbracciati da esse ci permette di riallineare il nostro mondo interiore con i cicli naturali del caldo, del freddo, del sole e della luna, dell'inverno, dell'estate. Ci fa tornare alla nostra natura, a quell'equilibrio che in fondo giace in tutti noi, ma che tendiamo a dimenticare, così presi da noi stessi e dal nostro mondo interiore.

Mi piace pensare che l'equilibrio, se mai esistesse, non venga raggiunto attraverso un percorso personale di isolamento, ma attraverso la connessione con ciò che ci circonda. Con le Idee, gli uomini e le donne. La vita, la natura. Esularci da essa, pensare che davvero noi siamo come i chip dei nostri smartphone, è limitare la nostra essenza, la nostra natura. Noi siamo vita, e abbiamo bisogno di vita per sentirci bene. Il vento freddo sulle guance, il suono del mare, la neve tra i palmi delle mani, i piedi immersi nel bagnasciuga di giugno, il calore di un falò, il profumo del carbone sul quale il cibo cuoce.

Insomma, spegniamo il telefono e godiamoci questa fantastica parentesi che ci è stata donata, provando ad allinearci con la natura. Sta arrivando l'inverno? E che inverno sia anche per la nostra anima, così da prepararci alla rinascita che, sicuramente, arriverà!

Alla prossima pagina.

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Mariangela
Mariangela
7 mesi fa

Buona sera, Flavio. Questa ultima tua pagina è pervasa di poesia e poetico è lo sguardo con cui guardi la natura nelle sue varie metamorfosi stagionali e ce le descrivi con animo emozionato e luminoso perché, dietro gli angoli più freddi dell’inverno, brilla davanti a te sempre il sole , quando nel tuo discorso appare evidente l’alternarsi stagionale della natura come metafora del succedersi delle nostre stagioni interiori.
Insomma, la speranza e l’attesa ( del miracolo della rinascita) sono la cifra della tua riflessione sulle stagioni che ci trasmette pace e positività con una fede ferma nella vita, dal momento che poi come ho detto sopra, lo snodarsi delle stagioni è metafora dello scorrere della nostra esistenza , fatta di luce ed ombra, nella consapevolezza che nell’alternarsi di gioia e pianto sta il destino di noi umani, attraverso un percorso, lungo per i più fortunati, inciampando tra ostacoli e cattivi incontri, verso la vecchiaia , anche questa spauracchio angusto, tanto temuta perché considerata povera di vita e prossima alla fine, quando in realtá potrà essere non priva della gioia della sorpresa poiché proprio in essa “ogni gioia ogni dolore puoi ritrovarli nella luce di un’ora”, come ha scritto il grande Fabrizio.
La tua riflessione tuttavia non è una fantasia lirica di pura invenzione, essa nasce da un’osservazione attenta sugli oggettivi cambiamenti fenomenologici della vita e ad essa rimanda, perché resta fondamentale ed auspicabile per il nostro equilibrio la connessione con la vita di noi che siamo vita , come ben affermi e nella interrelazione , mai dall’isolamento. Dove sento riecheggiare la parte conclusiva della Divina Avventura , nella ristabilita e consapevole armonia con il creato di Kato.
Apprezzabile stimolo alla riflessione questa tua pagina , dunque, ma soprattutto , almeno per me, discorso sentito ed autentico perciò veramente emozionante.
Grazie. A domani, mi auguro, la nuova pagina.

Paola Orlando
Paola Orlando
7 mesi fa

Bellissima anche questa pagina! Sono d'accordo con te, con le tue idee... Anche io amo molto il contatto con la natura... A prescindere da quale stagione preferisco... E in ogni stagione credo che manifestiamo un 'anima diversa... Penso che la natura ci permette di notare ancora le piccole cose o le varie sensazioni che noi proviamo stando a contatto con essa... Infatti spesso non ce ne accorgiamo nemmeno di tante cose soprattutto se viviamo in città e siamo presi dalla routine quotidiana...! 👍👏😍💙✨

Sara
Sara
7 mesi fa

Con questa pagina hai la lanciato davvero un gran bel messaggio e per questo ti ringrazio.
Ho la fortuna di abitare vicino ad un parco bello grande ed è bellissimo vedere le diverse stagioni, osservare il cambiamento e quello che esso trasmette.
Grazie Flavio. 😊
Alla prossima pagina..

Maria teresa parodi
Maria teresa parodi
7 mesi fa

Mi è piaciuta particolarmente questa pagina. Sentendoti, mi sembrava davvero di essere immersa bella natura. Nel suo susseguirsi anche dentro di noi. Ciao Flavio. A lunedi col Paradiso delle Signore.

laura
laura
7 mesi fa

Le stagioni, i movimenti dell'ascesa e della discesa, gli elementi del mondo, sono da sempre archetipi narrativi. Penso a tanta narrativa mitteleuropea, ecc. I Sonnambuli di Hermann Broch, per citare un esempio,io non li ho letti, ma venivano sempre citati nei corsi di letteratura di alcuni, tanti anni fa! Bravo Flavio ad avere tale sensibilità!

Maria
Maria
7 mesi fa

Concordo con té Flavio,a me non piace la citta,preferísco la campagna,l’aria piu pulita,piu sana,

Maria rosa fulco
Maria rosa fulco
7 mesi fa

Non regalare i tuoi pensieri
A chiunque

Maria rosa fulco
Maria rosa fulco
7 mesi fa
Rispondi a  Flavio Parenti

Intendevo di non dire i segreti dell'anima,per non essere soggetta a critiche.

Maria rosa fulco
Maria rosa fulco
7 mesi fa
Rispondi a  Flavio Parenti

Intendevo dire i segreti dell'anima,per non essere soggetta a critiche.

Silvia
Silvia
7 mesi fa

Molto bello bravo

Olesia Liardo
Olesia Liardo
7 mesi fa

Come sempre hai descritto le stagioni della vita con estrema dolcezza e profondità.....meglio non poteva essere descritto.
Grazie Flavio per le emozioni che ci regali

A presto

Annarita
Annarita
7 mesi fa

Pagina densa, molto bella, quella sintonia con la natura che io sento da sempre, e di cui non posso fare a meno

Giuliana Barsanti
Giuliana Barsanti
7 mesi fa

“Si sentiva il Maggio, il bel Maggio. Si respirava profondamente e si cercava di credere che lontano… al di sopra degli alberi, al di là della città, nei campi e nei boschi, sbocciava la vita della primavera” Cecov (La Fidanzata). Da quando vivo in città penso anch’io che la primavera, ma le stagioni, tutte, abitino solo al di là della città. Purtroppo sconvolgimenti climatici e sociali, e l’artificialità del nostro vivere, si riflettono dentro di noi confondendo anche le nostre stagioni dell’anima. Per me l’inverno è il periodo di massima attività, ma anche dei silenzi, quei momenti che rimarginano e rigenerano, e che la frenesia dell’estate prosciuga. D’inverno è il mio mare aspro e di scogli, la natura che cerco, quasi fosse la conferma di un mondo di cui, a volte, mi sembra di mettere in dubbio l’esistenza. Non mi dispiace l’inverno, ma l’aspettativa della primavera è potente, forse l’unica stagione capace di allinearci tutti con la natura, indipendentemente dalla nostra stagione interiore. E se anche solo questo è l’essere rimasti nomadi dell’Anima, teniamoci stretta almeno questa eredità. Che bei pensieri che esprimi ogni volta ! Grazie e alla prossima !

Fortunella
Fortunella
7 mesi fa

Questa pagina del tuo diario d'artista mi ha fatto pensare alla similitudine uomo- foglia presente in Mimnermo nei suoi frammenti Come le foglie: " Noi come le foglie che genera la stagione dai molti fiori della primavera, quando sono fatte crescere subito dai raggi del sole" e ancora: " è un attimo il frutto di giovinezza, quando sulla terra si diffonde il sole". La foglia diventa l' immagine della caducità, della fragilità della vita e in special modo della giovinezza.
Grazie per aver condiviso le tue riflessioni📚📖

Franca
Franca
7 mesi fa

Tutto quello che scrivi è autentico ,vero , bellissimo....ciao Flavio.

Fernanda
Fernanda
7 mesi fa

Ciao Flavio descrizione eccellente!io abito in un paese di mare le stagioni si percepiscono attraverso gli odori🙂eh sì l'odore del mare in tempesta in inverno è diverso da quello primaverile o estivo,così l'odore della pioggia,della terra,dell'aria che respiriamo in ogni stagione dove scaturiscono sensazioni ed emozioni che ci portano a pensare all'estate che ci ha lasciato che tornerà tra un anno e ci si intristisce ma poi subito inizia l'odore dell'autunno con i suoi colori meravigliosi!e dopo un passo arriva l'inverno con la magia del Natale!e pian piano le stagioni vanno avanti sempre con odori e sensazioni nuove che aprono la nostra anima seppur con un po' di tristezza x il tempo che passa!grazie per il tuo racconto che mi ha fatto riflettere ❣️

Alberto Mencherini Saccocci
Alberto Mencherini Saccocci
7 mesi fa

caro Flavio, ti ascolto sempre con piacere e devo dire che sto riscontrando cose che sento che corrispondono in parte a ciò dici. ciò che esprimi. Io non vado molto d'accordo col Freddo, ma il lato di questa transizione di Stagione che mi ha sempre affascinato e che a oggi continua a catturare la mia attenzione è quando le foglie sui rami degli alberi da verde brillante cominciano a diventare gialle e a cadere pian piano e poi diventano di quei bellissimi toni di marroni e rossi.
Io vado spesso a piedi. un' altra cosa in cui mi rivedo nelle tue parole finali di questo episodio è il ritorno del contatto con la Natura. certo non adesso ma ho intenzione con le belle giornate più tiepide marzo - aprile penso di iniziare a esplorare i Parchi Naturali italiani. si intende insieme a una guida. Amo gli animali e ho da tanto questo Desiderio che ora è un Progetto. Dio quanto spero di poter incontrare anche qualche Lupo! Un caro abbraccio Flavio , alla prossima

Lindalva
Lindalva
7 mesi fa

Grazie, belisimi 💜💙💜💙

Laura Aspromonte
Laura Aspromonte
7 mesi fa

grazie molto bello diario oggi come una metafora delle stagioni e il risveglio della vita in primavera
sperando porti una nuova stagione di pace e serenità grazie alla prossima un abbraccio

Isa Malagoni
Isa Malagoni
7 mesi fa

Ciao Flavio🎊Oggi il tuo diario 🎊profuma di poesia🎊ha similitudini🎊figure poetiche🎊versi liberi con una musicalità 🎊che invita al ballo tra la mezza luna🎊e fa respirare aria felice🎊Il tuo volto tra colori sottili sogna🎊la rosa sulla guancia ha la dolcezza della primavera🎊la foglia rossa sulla fronte🎊 vola nel cielo per consacrarsi🎊il viso tra petali di viole è segno che l'autunno è pura favola🎊e come la neve 🎊si fa incanto 🎊per meravigliare Te🎊GRAZIE FLAVIO🎊COMPLIMENTI🎊Isa

Charlotte
Charlotte
7 mesi fa

I had this quote from Novalis in mind while I read your beautiful text
„we will understand the world when we understand ourselves, because we and it are integral halves“ Maybe you like it too! Seasons of the soul -a truly pure and beautiful thought. And spring keeps coming - like the world we are always gravitating towards it, no matter the weight, no matter the pull from the vastness outside

Puma Elena
Puma Elena
7 mesi fa

L'ho ascoltato ad occhi chiusi. Ho interiorizzato tutti i concetti che hai espresso. Bellissimo. Grazie Flavio

CINZIA DELLO SPEDALE
CINZIA DELLO SPEDALE
7 mesi fa

Ciao Flavio,
molto poetico il tuo "pensiero" di oggi.
C'è chi dice che oggi appunto, le stagioni non esistano più. Le mezze stagioni.
Si passa ormai dal caldo afoso al freddo. Le piogge sono sempre più spesso alluvionali, il clima è impazzito...
Mia madre sostiene che il nostro organismo - per come siamo fatti - abbia bisogno del caldo e del freddo.
Personalmente, amo moltissimo l'inverno e detesto l'estate. Mi sono sempre sentita una mosca bianca ad odiare l'estate perché quasi tutti, invece, l'adorano...
Amo l'inverno e la pioggia (non alluvionale, ovviamente!) perché ti permette di pensare, è introspettiva... i mesi trascorsi in Belgio da bambina me l'hanno fatta amare.
Grazie per le tue parole e per questo blog, come sempre.
A presto,
Cinzia

Cristiana
Cristiana
7 mesi fa

Mio papà ( che non c'è più dal 21 Settembre 2022 ) sarebbe stato felice di leggere tutte queste bellissime riflessioni, parola per parola..avrebbe condiviso i concetti.. verissimo "In questi cinquemila anni ci siamo evoluti, abbiamo cominciato a coltivare, siamo diventati sedentari, abbiamo costruito strumenti per creare società sempre più stanziali e forti, e il nostro orizzonte degli eventi (cioè la nostra capacità di vedere il futuro) si è espansa" ... dobbiamo recuperare il contatto con la Natura, la Natura che lui amava.

Jana
Jana
7 mesi fa

El Niño ha rovinato tutto 💨

Gerardà Leonetti
Gerardà Leonetti
7 mesi fa

È sempre un piacere ascoltarti!!!!!

Antonella
Antonella
7 mesi fa

Fantastico parole meravigliose che ti fanno riflettere e ti confortano contemporaneamente bravissimo grazie 👏👏👏❤️

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