Diario D'Artista
21 Settembre 2023

#065 Siamo diamanti infranti, in cerca di unione

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#065 Siamo diamanti infranti, in cerca di unione
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Buttarsi giù fa parte del percorso di ogni essere umano, che sia un artista o un commercialista, un finanziere oppure a casa in aspettativa.

In me, spesso la depressione arriva dopo un momento di eccitazione, quasi come a bilanciare l'altalena - o dovrei dire la montagna russa - delle mie emozioni. Ci sono giorni in cui mi sveglio e sono travolto dalla sindrome dell'impostore, in cui sono convinto che la strada che ho intrapreso, così piena di incertezze, sia stata un errore.

Quando ho cominciato il lavoro di attore avevo 19 anni  e non mi preoccupavo di nulla. Potevo andare avanti a cracker e pasta al tonno. Recitare a teatro con i miei amici era tutto ciò di cui avevo bisogno. Poi, crescendo, ho sentito dentro di me l'ambizione crescere, il desiderio di fare cose più grandi, di recitare con registi e attori più famosi, di confrontarmi con i migliori. E il destino ha voluto offrirmi tutte queste possibilità.

Sono fortunato, eppure, spesso, mi sento sbagliato. C'è un agente dentro di me, un sabotatore, che mi sussurra che "si sono tutti illusi che tu sia quello che desideri fargli credere di essere, ma in fondo, dentro di te, lo sai che non è così. Tu non vali quello che proietti."

Ecco, spesso per me la depressione parte da questa vocina nel cervello che tenta in tutti i modi di dividermi dal mondo. Una divisione profonda, non fisica, ma percettiva. Molto più subdola, perchè se cedo, non ci sono altri modi per tornare che esercitare una spinta di pura convinzione. Uno sforzo titanico di auto convincimento.

Penso che portarci giù sia la solitudine. Quel senso di scollamento con il resto del mondo, che ci lascia soli con noi stessi. Una sensazione bella, inebriante per la libertà che ci conferisce, ma allo stesso tempo, un luogo dove ogni ostacolo rischia di diventare una lapide sotto la quale soccombere.

Ci sono giorni in cui mi alzo e sono in quel posto, forse per retaggio della mia infanzia, passata spesso in solitudine, nell'incomprensione. O forse è qualcosa che tutti abbiamo dentro, quel dubbio riguardo alle nostre capacità, quella paura di non essere all'altezza di quello che gli altri vogliono da noi. Gli altri, noi stessi, i nostri genitori, amici, fan, non c'è differenza, perchè tutto, in realtà, avviene dentro di noi. Siamo noi i fautori della nostra felicità e dei nostri crolli.

C'è un bellissimo detto: "Fai pace con te stesso". Spesso viene detto per indicare qualcuno che ha due opinioni contrastanti sullo stesso argomento, una forma di incoerenza interna. Ma penso che fare pace con sè stessi possa essere la forma più alta di guarigione.

Dobbiamo riunirci con tutte quelle voci che abbiamo dentro, comprendendo che non sono qualcosa che viene da fuori, ma qualcosa che abbiamo incamerato negli anni, che ci appartiene. Noi siamo quelle voci. E quelle voci siamo noi.

Se ci abbracciassimo, se decidessimo che tutti quei mondi che abbiamo dentro, tutte quelle dimensioni frastagliate e contrastanti che compongono il prisma della nostra anima, non sono altro che le sfaccettature di un singolo, meraviglioso diamante, troveremmo la pace con noi stessi.

E forse, quel primo passo verso la superficie ci aiuterebbe a guardare gli altri per quello che sono: diamanti infranti in cerca di unione, proprio come noi.

Alla prossima pagina.

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Noemi
Noemi
8 mesi fa

🥰🥰🥰🥰🥰🥰☺️🤔😘👏👏👏

Marina Conzo
Marina Conzo
8 mesi fa

Ciao Flavio
Ho seguito il video con molto interesse come avviene per ogni tuo video. Ho sempre risentito molto del giudizio degli altri che ha influenzato spesso la mia vita.
I miei genitori mi hanno dato fiducia ma nelle scelte che ho fatto non ho avuto molta fiducia in me. Ho sempre pensato anche io che siamo una catena e se ci unissimo potremmo realizzare ogni sogno.
Grazie. Un saluto
Marina

Samantha
Samantha
8 mesi fa

Hai ragione concordo su tutto. A volte anch'io mi sento depressa nel senso che non faccio mai bene che non si mai come comportarmi a volte ,anche coi mie familiari, che certe persone di aspettano delle cose da me che non posso realizzare. Io sono così punto e basta e se non va bene come sono allora ... quella è la porta !! Un abbraccio sempre bello leggerti.

Anna
Anna
8 mesi fa

Mi è piaciuta molto questa pagina perché riflette ciò che ognuno di noi è, un diamante unico e irripetibile dalle mille sfaccettature che compongono una gemma preziosissima, la nostra vita, ricca di solitudini scelte o dolorose, di giorni meravigliosi o tremendi, in cui ci sentiamo imperfetti o giustissimi, questo è il bello di un' esistenza non uguale a nessun'altra, che meraviglia!!

Paola
Paola
8 mesi fa

Siamo tutti diamanti..... Bellissimo questo pensiero😍😍✨✨e rende benissimo l idea di noi stessi sempre in cerca di una luce propria...da trasmettere anche agli altri... 👏👏💙💙

Giusy
Giusy
8 mesi fa

Mi complimento per i suoi audio libri.
Sono al II capitolo e ne sono affascinata. Bravo! 👏🤙👏

Mariangela
Mariangela
8 mesi fa

« Siamo diamanti infranti in cerca di unione »: ecco manifestarti , Flavio, come Poeta » tramite un’immagine di fantasie, di pura bellezza e di luce(speranza), così come trapela il tuo animo buono, sensibile, positivo ed ottimista.
Ora un flash del mio lontano passato di studente: l’uomo « bello e buono » mito per i classici greci a indicare l’uomo perfetto, in armonia con se stesso e con il mondo.
Immagine di luce, ho detto sopra la tua, la stessa che brilla a Baltica a dare nitore alle superfici, spesso bianche e levigate.
Luce e bellezza che parrebbero anche appartenerci se non fossero gli accadimenti della vita ad oscurarle, sottraendoci luminosità e frantumandoci ed isolandoci, sebbene l’unione, l’armonia, la condivisione restino il nostro destino, progetto e speranza. Ma, come i diamanti,
siamo anche coraggio, di sperimentare, di riprovare, di correggerci… e forza , per sostenere la lotta.
Comprensibile che nel corso dell’esistenza ci siano momenti bui, di sconforto, di dubbio su noi stessi, sulle nostre capacità , crisi durante le quali proveremo disagio, insicurezze, paure e forse anche la tentazione di abbandonare i nostri progetti. Colpa della solitudine? Di quella tossica, intendo, .che ci chiude in noi stessi e al mondo, isolandoci, non di quella buona che alimenta libertà e creatività.
Per me no. La solitudine può essere predisponente ma la vera origine di predette crisi, a mio parere, sta nel sistema di modelli di riferimento che ci siamo costituito. Modelli troppo forti che abbiamo introiettati, diventeranno anziché voci guida, voci giudicanti in grado di farci percepire inadeguati ai nostri progetti ( tanto noi non ci percepiremo mai in grado di raggiungerli e di brillare come loro). A me è successo così…
Fin da piccola soffrivo di paure e insicurezze , per questo senso interiore di sconfitta e per una di sottile malinconia che ho sempre portato dentro sebbene amata dai miei genitori e dai miei fratelli
in compagnia dei quali ho trascorso un’infanzia felice.
« Agere contra »(di agostiniana memoria) è l’ esortazione con cui mia madre, educatrice per professione e vocazione, che bene mi aveva capito, mi apostrofava talvolta. Prezioso consiglio e sostegno che ancora mi ripeto specie in momenti di deblâcle.
Occorre molta autodeterminazione per ricompattarsi quando la vita ti mortifica e per voler, »brillare ».
Alla prossima pagina, Flavio.
Grazie. Mariangela

Maria teresa parodi
Maria teresa parodi
8 mesi fa

Questa è una delle pagine che mi è piaciuta particolarmente e che mi ha fatto pensare al mio modo di essere e che devo necessariamente migliorare. Troppe sfacettature nella mia persona. Sei una persona
con una sensibilità particolare, non certo un superficiale. Grazie come sempre. Alla prossima

Cristina
Cristina
8 mesi fa

Caro Flavio, la poliedricità dell'essenza viene compresa a fatica dall' altro per incapacità o per eccesso di presunzione. Amo tanto la mia mandorla!

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