25 Maggio 2023

Chi sono: riflessioni di un esistenzialista sulla propria identità e la fortuna di essere vivi.

Riflessioni su chi io sia, e su come la scrittura stessa e i vostri commenti mi aiutano a capire. Sono cresciuto vagabondo, in cerca di radici. Leggi per scoprire se le ho trovate 🙂
Diario D'artista
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Chi sono: riflessioni di un esistenzialista sulla propria identità e la fortuna di essere vivi.
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"Chi sono?" Vi siete mai fatti questa domanda? Io lo faccio costantemente. Sono un esistenzialista nell'anima. Quando scrivo, è come se lentamente mi guardassi allo specchio e la mia immagine diventasse sempre più chiara. Le mie paure inconsce e i miei desideri emergono dalla scrittura e grazie a voi che mi leggete e ai vostri commenti, diventano evidenti. Riflettendo su ciò che scrivete, ho riconosciuto alcuni temi ricorrenti nei miei pensieri e nelle mie parole: la fuga, la sensazione di non appartenere. Costruisco la mia casa con i mattoni che mi fornite voi, con i vostri commenti.

Pensando alla mia inarrestabile ricerca di qualcosa di diverso, ho cercato di capire perché sono fatto così. Chi sono?

La mia infanzia è stata colma d'amore da parte dei miei genitori, ma anche piuttosto movimentata. Ho viaggiato molto, cambiato scuole più volte di quante  un bambino possa contare sulle dita. E quando le dita non bastano più, è doloroso, perché ci si sente soli. Ci si crea un mondo personale, si trova rifugio nei libri e nei videogiochi, si teme l'altro, non per diffidenza, ma per paura che anche quella persona, prima o poi, finirà nell'album di ricordi di viaggio. Sono cresciuto vagabondo. Mi paragonerei a una "pianta in un vaso" , senza radici nel terreno. Il vantaggio è che, spostandosi da un terrazzo all'altro, si possono ammirare diversi tramonti, esperire soli di diverse intensità, piogge forti o leggere. Si gusta la diversità del mondo. Ma le radici rimangono nel vaso, non si connettono a quelle delle altre piante intorno. Si cresce forti e rigogliosi, ma soli.

Ognuno di noi ha la vita che gli è stata assegnata. Ieri ho ricevuto un'email molto toccante da una signora che mi segue. Descriveva la sua situazione difficile. Molto difficile. Mi ha stretto il cuore. Non avendo parole o soluzioni da offrire, le ho scritto un breve messaggio di incoraggiamento. Mi sono sentito così superficiale nel confortare una persona che potrebbe avere il doppio della mia età. Chi sono io per dire "Andiamo" o "La vita è bella", quando della vita ho conosciuto principalmente la fortuna? Certo, conosco i miei angoli bui, ma a volte penso che siano fin troppo illuminati.

Sì, sono fortunato.

Tuttavia, se riusciamo a guardare oltre noi stessi, siamo tutti fortunati. Siamo fortunati a vivere in Italia, o meglio, in Europa. Un paese che non ha vissuto una guerra per quasi 80 anni. Un paese che aiuta chi è in difficoltà, che accetta diverse fedi religiose, agnostici, atei. Un paese con una storia millenaria. Siamo fortunati a essere nati qui. Ma se allarghiamo ulteriormente la nostra visione, siamo fortunati semplicemente a essere vivi. Il processo di fecondazione che chiamiamo "amore" è un campo di battaglia. Per la nascita di ciascuno di noi, milioni di spermatozoi hanno incontrato un destino negato. Solo uno ha trionfato. Uno solo. Siamo i vincitori della lotteria della vita. E per questo, dovremmo essere grati per le sofferenze, le delusioni, le gioie, i ricordi e tutto ciò che il tempo e lo spazio ci donano incessantemente.

La mia esistenza è un mosaico di luoghi, persone e esperienze. Tutti pezzi unici che insieme creano il quadro della mia vita. C'è tristezza e gioia, solitudine e compagnia, ma attraverso tutto, c'è la scrittura. Il mio specchio, il mio rifugio e il mio mezzo per esplorare chi sono.

È un viaggio costante alla scoperta di noi stessi, e ogni giorno è una nuova opportunità per leggere e scrivere la propria vita. Quindi non smettiamo di farci domande, di cercare risposte, di riflettere sulla vita e sulle esperienze. Continuiamo a viaggiare, a sperimentare, e  a imparare.

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137 commenti su “Chi sono: riflessioni di un esistenzialista sulla propria identità e la fortuna di essere vivi.”

  1. Parto col dirti che per me sei stato una sorpresa .Ti ho conosciuto seguendo " Il Paradiso delle signore",storia romanzata che mi ha riportata a rivivere le problematiche di quegli anni . È un lavoro fatto con intelligenza.Torniamo ai tuoi scritti in cui ti racconti,ti analizzi e cerchi di dare risposte alle tue domande .
    Mi piace molto come scrivi e la profondità dei tuoi pensieri e della tua ricerca .
    È piacevole ascoltarti ,ma poi passo alla lettura che ti permette di soffermarti su determinati passaggi per riflettere.
    Contenta di averti incontrato !
    Elsa
    P.S.Arrivederci a settembre!

    1. La mia voce serve proprio ad introdurre, sono contento che sia poi la lettura a prendere le redini, perchè è proprio così che mi immaginavo. Una dolce transizione dalla voce alla parola scritta.

  2. Flavio sei una persona davvero speciale e le tue parole sono davvero molto profonde e sinceramente reali il mi chiedo tutti i giorni chi sono che certe volte sono vuota e non riesco a risalire più nella vita purtroppo e così 😔😔

  3. Ti seguo con interesse il tuo modo di narrare il tuo libro mi ha attratta 👏👏👏

  4. Dilemma sempre presente purtroppo......hai proprio ragione....anche i momenti bui sono maestri di vita e spesso ci fanno riconoscere la nostra fortuna ....la fortuna di godere a pieno anche delle piccole cose .
    I momenti tristi il dolorosi purtroppo non mancano....ma mi guardo intorno e vedo che cmq c'è chi sta molto peggio di me.
    Grazie per l'ascolto,confortante e di grande supporto

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